When a Character Leaves a Legacy 1- Jesse Pinkman

JESSE PINKMAN

(L’articolo è suddiviso in una prima parte senza spoiler ed una seconda con spoiler. Vi avvertirò più avanti.)

Ultimamente le cose stanno andando molto bene per RDN e con l’arrivo dei big money (si eh…) si è deciso di ampliare lo staff.
Perciò, eccomi qui.

La prima rubrica di cui mi occuperò si chiama “When a Character Leaves a Legacy.”
Dunque, come avrete già intuito, in questo spazio si parlerà dei grandi personaggi della storia del cinema e della televisione.
Francamente, l’idea mi è venuta in mente pochi giorni fa, dopo aver finito di vedere l’ennesima serie tv.
Mi sono detto “certo, la serie è bella, mi è piaciuta, ma… quel personaggio è davvero strepitoso! È geniale! Andrebbe approfondito.”

In effetti, pensate a quanti grandi characters ci sono nel panorama cinematografico, il cui cervello andrebbe studiato e la natura dei comportamenti analizzata.
Quindi, sostanzialmente, descriverò i personaggi nella maniera più dettagliata possibile, li analizzerò a livello psicologico e, in definitiva, spiegherò il motivo per cui il personaggio descritto ha lasciato un’impronta importante nella storia del cinema. Come suggerito dal titolo, quello che gli anglofoni chiamano una “legacy”, ovvero un lascito, un’eredità, un segno che resterà indelebile nel corso del tempo.

Ad ogni modo, bando alle ciance. Partiamo.
Per la prima uscita di “When a Character Leaves a Legacy” ho scelto:

Jesse Pinkman, di Breaking Bad.

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Per cominciare, direi di rispondere ad una domanda basilare ed imprescindibile.
Chi è Jesse Pinkman?

Jesse Pinkman è un ragazzo poco più che ventenne, che vive ad Albuquerque nel New Mexico.
Jesse è cresciuto in un elegante quartiere di periferia, in una famiglia benestante, che gli ha dato tutto l’affetto di cui una persona possa aver bisogno.
La sua infanzia è stata come quella di tanti altri bambini, così come la sua adolescenza. Tuttavia, dopo l’high school, Jesse inizia a cambiare. Come se dentro la testa gli scattasse una molla, una sorta di meccanismo in grado di modificare il suo carattere in maniera progressiva ed inesorabile. E non necessariamente in positivo.

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Jesse decide che quella vita non è poi molto adatta a lui e che avrebbe voglia di fare altro. A dir la verità, probabilmente, nemmeno lui ha le idee chiare. Quello che sa è che vuole divertirsi, vuole godersi la vita e vuole guadagnare qualche soldo facendo la minor fatica possibile.
Presumibilmente, con un’attitudine mentale di questo tipo non si arriva molto lontano ma, del resto, a lui non interessa.
Non è ambizioso. Non gli importa provare ad alzare l’asticella né, tantomeno, avere successo.
A livello pratico, questa sua inclinazione si traduce ben presto nell’attività illegale del traffico di stupefacenti. Metanfetamine, per la precisione.
In un primo momento, le cose sembrano andare bene, tutto sommato.
Jesse viene in contatto con alcuni professionisti del settore, entra nel giro e, di tanto in tanto, riesce a mettersi in tasca qualche spicciolo.
Certo, non sarà una vita particolarmente entusiasmante ma neanche poi così faticosa e dispendiosa.

Tuttavia, l’esistenza di Jesse Pinkman cambia (stavolta si, in maniera radicale) quando rincontra il suo ex professore di chimica del liceo, Mr. Walter White.

This image released by AMC shows Walter White, played by Bryan Cranston, teaching chemistry class in a scene from the pilot episode of "Breaking Bad." The series finale of the popular drama series aired on Sunday, Sept. 29. (AP Photo/AMC, Doug Hyun)
Il Signor White sta attraversando un periodo piuttosto difficile, in quanto ha appena scoperto di avere un cancro ai polmoni apparentemente inoperabile.
In preda all’ansia e alla preoccupazione, White ha preso la drastica decisione di entrare nel giro dello spaccio di droga con la speranza di riuscire a mettere da parte una somma di denaro in grado di provvedere alle proprie cure ospedaliere ma, soprattutto, sufficiente a garantire un futuro alla sua famiglia nel caso in cui le sue condizioni di salute dovessero peggiorare.
L’idea di White è quella di sfruttare le proprie conoscenze inerenti alla chimica in funzione della produzione di metanfetamine e, per riuscirci, ha individuato nel suo ex alunno un efficace aggancio al business della droga.

Jesse, dal canto suo, è tutt’altro che entusiasta.
Da un lato, non si fida del suo ex insegnante, dall’altro, non crede valga la pena rischiare di mettersi in pericolo tentando di piazzare grosse partite di droga.
Nonostante le molte perplessità, alla fine Jesse si convince ad accettare l’offerta e l’insolita coppia inizia il proprio rapporto lavorativo.

Nel momento in cui Jesse salta a bordo di questo progetto, così come molto spesso gli accade, non sa dove sta andando né, tantomeno, dove vorrebbe andare.
In effetti, a determinare la sua scelta è prevalentemente il corso degli eventi, che lo travolge come un fiume in piena, rendendolo incapace di reagire e di optare per una via differente.

Inizialmente, Walt e Jesse decidono di non coinvolgere terze parti in causa. Tentano di costruire un proprio brand indipendente, evitando di correre rischi e occupandosi del proprio prodotto in maniera totale, dalla ricerca delle materie prime, passando per la produzione, fino ad arrivare alla distribuzione.
Nello specifico, l’accordo stipulato tra i due neo-soci prevede la nascita di una vera e propria società al 50%, nella quale i compiti sono assegnati secondo il criterio delle specifiche competenze.
Jesse tenterà di entrare in contatto con dei possibili compratori mentre Walt si occuperà di “cucinare la meth”.


L’ormai celebre Blue Sky.

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Dopo un periodo di assestamento, le cose iniziano finalmente ad andare per il meglio e la suddetta convivenza lavorativa con Walt rappresenta per Jesse il periodo più remunerativo della sua ancor giovane carriera di spacciatore.
Ed è proprio quando tutto sembra andare per il meglio che i due caratteri, così particolari e allo stesso tempo diversi tra loro, iniziano a scontrarsi.

Durante le cinque meravigliose stagioni di Breaking Bad, infatti, la colonna portante della storyline è costituita dal faticoso e controverso rapporto tra Walter White e Jesse Pinkman.
Come detto in precedenza, i due uomini sono molto diversi tra loro, sotto ogni punto di vista.
L’età, in primis, è sicuramente un fattore in grado di creare attriti tra i due complici.
Infatti, se per Walter questo “progetto” rappresenta una vera e propria ultima spiaggia che non concede alcuna possibilità di errore, per Jesse costituisce un punto di partenza che potrebbe incanalare l’andamento della sua esistenza su binari più o meno importanti. Giusti o sbagliati che siano.
Oltre alla distanza anagrafica, le idee di Walt e Jesse, come facilmente prevedibile, iniziano a divergere riguardo le modalità di gestione della loro creatura: quella stessa attività che, insieme, hanno generato dal nulla.

“Raise the bar”.
Questo è (e sarà per sempre) il punto focale del problema.
Quella stessa asticella che lasciava indifferente o, forse, spaventava Jesse, sembra costituire invece una vera e propria ossessione per Walt, il quale, neanche troppo gradualmente, cercherà di posizionarla sempre più in alto.

Infatti, sebbene in teoria Walt e Jesse siano soci alla pari, in pratica la vera mente del duo è costituita da White, la cui visione generale appare particolarmente ampia ed articolata.
Jesse, giovane ed inesperto ma tutt’altro che stupido, pur essendone consapevole, decide di non muovere obiezioni perché, resosi conto dell’intelligenza, della lungimiranza e della capacità di programmazione di Walter, capisce che da una situazione di questo tipo avrebbe tutto da guadagnare.
Analizzando dunque i vari pezzi del puzzle, possiamo individuare l’unico vero fil rouge in grado di collegare i nostri due protagonisti nella reciproca necessità di continuare a lavorare insieme.
Senza l’uno, infatti, non esisterebbe l’altro.

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Detto questo, è innegabile che Walt e Jesse siano assolutamente agli antipodi anche (se non soprattutto) sul piano caratteriale ed umano.
Alla lucidità ed alla distaccata freddezza di Walter, si contrappongono infatti l’emotività e l’impulsività di Jesse.
Inevitabilmente, l’indole di quest’ultimo finisce con il riflettersi in maniera pericolosa ed inopportuna sulle sue capacità di gestione degli affari, rischiando spesso di metterlo nei guai.

La vita sarà tutt’altro che facile per Jesse ma la sua evoluzione, così come quella dell’intera trama, sarà a dir poco incredibile.

A questo punto, spero di essere riuscito a suscitare l’interesse di quei pochi miscredenti che ancora non hanno visto Breaking Bad.
A dir la verità, ci sarebbe molto altro da dire riguardo un capolavoro di questo calibro ma rischierei di dilungarmi più di quanto non abbia già fatto.
In conclusione, mi sento davvero di consigliare questa serie a tutti, cercando di rispondere ad una domanda banale ma allo stesso tempo molto complessa:
Perché Breaking Bad merita di essere visto?
Semplicemente, perché Breaking Bad non è una serie. È un’esperienza di vita.
Un’opera d’arte contemporanea in grado di esplorare i labirinti della mente umana, mettendo in evidenza la spaventosa precarietà della morale comune.
Il suo successo è infatti dovuto alla connessione che riesce a creare con lo spettatore, il quale riesce ad immedesimarsi nei personaggi proprio perché questi appaiono come assolutamente reali e verosimili.
Per certi versi, in maniera davvero inquietante.

Da questo momento in poi parlerò di ciò che accade nella serie includendo dei possibili spoiler. Perciò, fate attenzione a non rovinarvi sorprese.
Se non avete finito di vedere tutte e 5 le stagioni, non proseguite nella lettura.

Di seguito, vi lascio un ottimo trailer della serie.

ATTENZIONE: ANALISI CON SPOILER

Dunque, adesso che siamo tra noi, posso finalmente parlare liberamente, senza vincoli, contorti giri di parole, cazzi e mazzi.

Dov’eravamo rimasti? Ah si, qui.

Lewis Jacobs/ Still Photographer, 2008
Come detto in precedenza, questo è l’evento che sancisce l’inizio della nuova vita di Jesse Pinkman ma sicuramente non è la sola causa del suo tragico sviluppo.

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L’esistenza di Jesse potrebbe essere paragonata alle montagne russe. Forsennata, adrenalinica, costantemente soggetta a drastici e improvvisi cambi di direzione.
Jesse cerca disperatamente di essere felice e di ritagliarsi un proprio spazio nel mondo ma i suoi rapporti con le altre persone sono piuttosto complicati ed il suo carattere, acuto ma allo stesso tempo estremamente influenzabile, molto spesso non gli permette di agire per il proprio bene.

Nello specifico, ci sono 6 eventi che segnano in maniera drammatica ed irreparabile Jesse Pinkman.

1) Morte di Jane

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Jane Margolis è stata probabilmente l’unica persona per cui Jesse abbia mai provato un sentimento di amore vero e disinteressato.
Sinceramente, non credo che Jesse sia mai stato davvero felice durante la propria vita ma l’aver conosciuto Jane costituisce senza dubbio il momento in cui ci è andato più vicino.
Jane muore nell’ultimo episodio della seconda stagione strozzandosi nel sonno in seguito ad un attacco di vomito dovuto ad una dose di troppo di eroina.
Questo avvenimento rappresenta l’inizio della profonda e sfaccettata crisi di Jesse, preso dalla disperazione per aver perso la donna della sua vita e divorato dal rimorso di aver spinto la ragazza a drogarsi di nuovo.
La sua morte costituisce un drammatico spartiacque nella vita di Jesse, che non riuscirà mai a riprendersi del tutto.


2) Omicidio di Gale Boetticher

Quando Walt e Jesse si rendono conto che Gustavo Fring ha intenzione di eliminarli, decidono di uccidere Gale Boetticher, il chimico a cui Walt aveva insegnato il processo di formazione della metanfetamina e che avrebbe dovuto prendere il suo posto.
Tuttavia, Fring agisce prima del previsto, mandando i suoi scagnozzi ad eliminare Walt.

Per questo motivo, Jesse si ritrova improvvisamente a dover scegliere se uccidere personalmente Boetticher o condannare a morte, seppur indirettamente, Walter.
In preda alla disperazione, Jesse si presenta a casa dell’ignaro Gale, piangendo e puntandogli contro una pistola.

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Seppur sconvolto, Jesse sa perfettamente che premere il grilletto è la scelta che deve essere presa. Per il suo bene e per quello del signor White.
La terza stagione si chiude con il rumore sordo di uno sparo.

Anche in questo caso, il rimorso dilanierà la coscienza di Jesse, trasportandolo nei meandri di una crisi interiore sempre più oscura e profonda.

In questo senso, è semplicemente immenso il monologo di Jesse Pinkman al centro di recupero per tossicodipendenti.

Why not self-acceptance?

 

3) Todd uccide il piccolo Drew.

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Nella puntata intitolata Dead Freight, Walter White e la sua “banda” assaltano un treno rubando svariati litri di metilammina, sostanza chiave nel processo di formazione della metanfetamina.
Il colpo va a segno esattamente come previsto, rapidamente e senza che nessuno si accorga di nulla.
Tuttavia, proprio mentre Walter e compagni stanno festeggiando la riuscita del furto, un bambino su una piccola moto da cross si palesa davanti a loro.
Walter, Jesse e Mike, colti di sorpresa, rimangono immobili, indecisi sul da farsi.
Todd, al contrario, estrae la pistola e, senza il minimo accenno di esitazione, spara in testa al bambino.

Questo episodio costituisce per Jesse la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso, spingendolo a riflettere su cosa sia effettivamente diventata la sua vita e ad interrogarsi su quanto davvero sia in grado di sopportare una situazione del genere.

 

4) Jesse scopre che Walt gli aveva mentito riguardo la sigaretta di ricina.

Mancano poche puntate al termine della serie e Jesse e Mike hanno ormai deciso di uscire dal giro.
Jesse, pressato dalla DEA per ottenere informazioni, viene invitato da Walt a lasciare la città “per il bene di entrambi”.
Seppur con qualche remora, Jesse decide di dare ascolto a Walt. Di nuovo.

Mentre aspetta l’uomo che dovrebbe dargli una nuova identità, si accorge che Saul gli ha sottratto la droga che aveva con sé e ricollega la scomparsa a quella della sigaretta con la ricina.
Terrorizzato dall’eventualità che la sua intuizione riguardo un presunto crudele piano di Walt possa essere esatta, si precipita immediatamente nell’ufficio di Saul.
Leggermente incazzato, per dirla alla francese.

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Messo alle strette da Jesse, Saul confessa di avergli sottratto la sigaretta avvelenata su ordine di Walter, permettendogli di far credere a Jesse stesso che fosse stato Gus a sottrargliela per avvelenare Brock, il figlio di Andrea.
In questo modo Walt era riuscito, ancora una volta, a manipolarlo e a riportarlo dalla sua parte per eliminare Fring.
A questo punto Jesse esplode e decide di collaborare con Hank e la DEA, con l’obiettivo di rovinare Walt e farlo andare in carcere.
Confessions (titolo originale dell’episodio) rappresenta il punto di non ritorno del rapporto tra i due protagonisti, che si separano per sempre.

 

5) Andrea (la madre di Brock) viene uccisa.

Dopo la morte di Hank, la banda dello zio Jack rapisce Jesse, schiavizzandolo e costringendolo a cucinare metanfetamina.
Dopo un non precisato lasso di tempo Jesse, comprensibilmente, tenta la fuga.
Sfortunatamente per lui, il tentativo fallisce e i suoi aguzzini lo fanno nuovamente prigioniero.
Come se non bastasse, viene stabilita per lui una punizione esemplare.
Todd porta Jesse davanti casa di Andrea e, davanti ai suoi occhi, uccide la ragazza a sangue freddo.
Ovviamente, minacciando di far patire la stessa sorte al bambino nel caso in cui Jesse non decida di rigare dritto.
A questo punto, Jesse è ridotto ad una larva umana. La sua vita non ha più alcun senso, ha perso tutto ed è ridotto in schiavitù.

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6) Rapporto con Walter.

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Del resto, il punto più importante non poteva che essere questo.
Come già detto nella parte senza spoiler, la colonna portante di Breaking Bad è costituita dal controverso rapporto tra Walter White e Jesse Pinkman.

I due personaggi sono strettamente legati ma, alla fine della serie, i sentimenti dell’uno verso l’altro non sono i medesimi.
Walt ha perdonato Jesse per averlo fatto cadere nella trappola che lo ha portato alla rovina, facendogli perdere gran parte dei suoi guadagni e causando la morte di Hank.
Soprattutto, nel vedere come è ridotto il ragazzo, sembra per la prima volta sinceramente dispiaciuto per lui.

Jesse, al contrario, è schifato da Walt.
Per anni ha vissuto in catene, conscio di essere stato manipolato come un burattino e, come se non bastasse, consapevole delle dinamiche che hanno portato Jane alla morte.

Ad accomunarli, resta soltanto una cosa: entrambi hanno perso tutto.

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La differenza è che mentre Walt non potrà redimersi, Jesse ne avrà la possibilità.

Personalmente, mi sono fatto un’idea ben precisa.
Tra tutti i characters della serie, Jesse è quello che più di tutti viene logorato a livello psicologico.
La chiave di lettura è da ricercare nella natura stessa del personaggio, in netta contrapposizione con tutti gli altri, specialmente con Walt.
Alla fine della fiera, Jesse Pinkman era l’unico a non esser tagliato per la vita da criminale.
Tra tutti gli uomini legati al mondo del crimine, è probabilmente l’unico davvero buono, l’unico venutosi a trovare intrappolato in una vita che non aveva scelto e che non avrebbe voluto.

L’ultima volta che lo vediamo, Jesse Pinkman è in macchina, lanciato a tutta velocità contro la recinzione dell’inferno che per troppo tempo lo aveva inghiottito.
Sia fisicamente che metaforicamente.

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Dov’è diretto?
Non lo sapremo mai.
Chissà, forse il significato di quella recinzione abbattuta è da ricercare proprio in una sua liberazione a livello mentale, ancor prima che a livello fisico.

E allora, direi che citare Vince Gilligan è la cosa migliore:

“Jesse è in un posto migliore. Devo credere che sia così. Ho bisogno di crederlo.”

In definitiva, credo sia doveroso fare i complimenti ai protagonisti che hanno reso possibile questo capolavoro.
Complimenti a quel pazzo genialoide che risponde al nome di Vince Gilligan, regista ed ideatore della serie.
Complimenti a tutto il cast, costituito da attori strepitosi.
Complimenti a Francesco Pezzulli (già doppiatore ufficiale di Leonardo Di Caprio) che ha prestato la voce a Jesse Pinkman.
And last, but obviously not least, complimenti ad Aaron Paul.
Un attore stratosferico che ha saputo interpretare magistralmente un personaggio di una complessità unica.
Ad attenderlo, c’è sicuramente un radioso futuro.

Non mi rimane che salutarvi. Di seguito vi lascio un magnifico tributo a Jesse Pinkman, caricato su YouTube poco tempo fa.

The Evolution of Jesse Pinkman

 

“Cause after seeing Breaking Bad, you will never…
eeeeeeeeeever be the same again!”