Tom’s Clancy The Division Open Beta – Recensione

Ubisoft prova a far diventare The Division il nuovo Destiny

Dal 18 Febbraio scorso fino a questa domenica, 21 Febbraio, Ubisoft ha messo a disposizione l’open beta di Tom Clancy’s The Division. Noi di Roba da Nerd l’abbiamo provata approfonditamente in questi giorni per darvi un nostro parere al riguardo.

Dopo una rapida e casuale selezione delle fattezze del nostro alter ego, veniamo in pochi minuti catapultati in una New York che chiaramente ha avuto un grosso problema.

Difatti, ci viene brevemente spiegato che qualche settimana prima di Natale, c’è stato un attacco batteriologico che ha sterminato quasi del tutto la popolazione della città.

Noi impersoneremo uno membro della Divisione: una specie di polizia che ha il compito di mantenere l’ordine e di cercare una cura per sistemare definitivamente l’infezione.

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Quando il mondo crolla, noi insorgiamo..

Il gameplay ruota intorno ad un disastro, dove noi dovremmo fare la differenza per il bene della città.

Analizzando il gioco, ci troviamo di fronte a quello che a prima vista sembrerebbe essere uno sparatutto in terza persona in un ambiente open world post-apocalittico, ma fin dai primi passi nel mondo di The Division si capisce che la sua vera natura risiede nel gioco di ruolo online, che sfrutta solo le meccaniche tipiche degli sparatutto in terza persona.

Una New York mai così realistica

Tecnicamente il titolo lascia davvero a bocca aperta, anche su console. Chiaramente, se aveste possibilità di giocarlo su un PC all’avanguardia, vi ritroverete per le mani un titolo che, settando tutto al massimo, riesce a staccare la controparte console, ma anche su Xbox One e Playstation 4 rimane un piacere muoversi tra i distretti newyorkesi.

La cosa che lascia ancora più sorpresi sta nel constatare che il motore di gioco, lo Snowdrop Engine, riesce a gestire il rendering a schermo senza troppi problemi dovuti a cali di frame rate.

Inoltre, è davvero un piacere vedere come le diverse condizioni atmosferiche trasformano in maniera tangibile il paesaggio intorno a noi. Se venissimo colpiti da una bufera di neve, vedremmo quest’ultima infrangersi contro gli abiti del nostro personaggio, e non solo: tutti gli oggetti a schermo che entrano a contatto con la tormenta, verrebbero gradualmente inghiottiti dalla neve, per poi ritornare a vedere la luce del sole qualora tornasse un tempo più clemente.

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La Zona Nera

L’Open Beta offre due missioni della campagna, e si avrà modo di giocarle sia in solitaria che in compagnia. Inoltre, si avrà modo di provare delle mini missioni opzionali generate proceduralmente. Queste ultime non saranno nulla di trascendentale, ma si limiteranno a salvataggio di ostaggi e raccolta di informazioni.

Infine, non posso non parlare della vera novità che The Division offre in ambito ludico.

Stiamo parlando della Dark Zone, ovvero una zona di New York dove l’infezione al virus è stata così forte da mettere tutta l’area in quarantena per un tempo indeterminato.

Qui inizierà il “vero” gioco: una vasta area in PvP dove si andrà alla ricerca di equipaggiamenti e armi più rare. Non solo, ma l’interessante opzione di uccidere un altro giocatore per rubargli il bottino, faticosamente ottenuto, rende tutto molto vivo e movimentato. Tutti possono essere una minaccia nella Dark Zone, ed un buon consiglio sarà quello di muoversi in gruppo con persone che si conoscono.

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Questa Open Beta mi ha lasciato piacevolmente sorpreso. Ubisoft ha fatto davvero un ottimo lavoro con The Divison e ormai manca davvero poco per la sua uscita nei negozi prevista per 8 Marzo.

Ringrazio inoltre Stormbreak per avermi aiutato a analizzare al meglio le performance e gli eventuali bug di gioco.

Inoltre, vi lascio il link dei ragazzi di Digital Foundry, che trattano l’argomento performance più in dettaglio qui, nonché un video abbastanza esplicativo.

PRO

    • Comparto tecnico e visivo ai massimi livelli;
    • performance abbastanza stabili sui 30fps
    • Ambientazione affascinante, ma…. ;
    • Dark Zone interessante

CONTRO

    • HUD decisamente troppo colmo di informazioni a schermo;
    • Animazioni di movimento ancora da rivedere;
    • ….potrebbe stancare presto vedere New York in rovina in veste di pre feste natalizie;
    • doppiaggio italiano sottotono

Valerio Aversente

Cultore videoludico fin dalla giovane età. Nato a pane e Final Fantasy mentre faceva due spari anche su DOOM. Reputo il videogame la nuova forma di arte interattiva, solo il tempo mi darà vera ragione al riguardo. Sculaccia Pinguini su commissione, previo pagamento anticipato.Tidus amerà per sempre la sua Yuna.