The Rocky Horror Picture Show Event: Recensione

Rieccomi a recensire, bella gente! Oggi il nostro protagonista è The Rocky Horror Picture Show Event, visto che siamo alle porte di Halloween!

Nel caso vi foste persi la news, dovete sapere che nostra signora Fox ha prodotto un remake, senza rimaneggiamenti di sorta, per la televisione di The Rocky Horror Picture Show chiamato The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do the Time Warp Again (o anche The Rocky Horror Picture Show Event), andato in onda lo scorso 20 ottobre.

Perciò, senza  ulteriori indugi, passiamo a commentare il risultato!

Quando ripensiamo al film del 1975, non possiamo non concentrarci sulla stravagante recitazione di Tim Curry, come sul maldestro quanto inquietante maggiordomo Riff Raff e non si può non apprezzare i costumi eccentrici e oltre modo vistosi dei viziosi ospiti del caro Dr. Frank-N-Furter, come non metterci a ballare sulle note di Time Warp. E perciò possiamo concederci di essere lapidari nel criticare The Rocky Horror Picture Show Event, perchè in nessun modo può reggere il confronto.

Questo remake appare troppo pulito, perde del tutto il carattere horror presentato nel titolo. Ma andiamo in ordine e una bella lista vi darà tutti i motivi per cui questo film non può (quasi) accostarsi al The Rocky Horror Picture Show del 1975:

  • Laverne Cox (alias Dr. Frank-N-Furter): per quanto possa essere una buona attrice, andare a sostituire Tim Curry non è facile ed è qualcosa che in linea di massima non le è riuscito. Non ha la stessa presenza scenica di Curry e rende il personaggio meno aggressivo e violento di quanto sia il Frank-N-Furter originale (scelte di regia? Non ci è dato sapere). Inoltre, Tim Curry in calze a rete e trucco pesante sapeva essere più affascinante di quanto sia riuscita Laverne Cox, e più intimidatorio, nonostante l’attrice abbia dalla sua una stazza e altezza non indifferente.
  • Riff Raff: un bel ragazzo truccato (male) per apparire brutto e storpio, con aggiunta di parrucca rubata a Crudelia Demon.
  • i costumi: appaiono decisamente semplificati, perdono i colori, i glitter e le paillettes del 1975 e si ricoprono di pelle e di borchie, appena qualche tocco di colore in alcune acconciature, ma in sintesi quella che appariva una grande festa di personalità “fuori dagli schemi” (del gender) si traduce in un ritrovo di motociclisti, metallari o semi-punk.
  • le musiche: direte voi, è impossibile che le musiche siano un problema se effettivamente non hanno subìto rimaneggiamenti. Vi darei ragione, se non fosse lampante che in molte occasioni le parti ballate e cantate appaiono sottotono, compresa Time Warp, una canzone difficile da rendere noiosa.
  • le scenografie: sembrano appiattite, perdono l’originalità e la creatività del primo The Rocky Horror Picture Show e anche in questo ambito sembra si sia voluto semplificare. Mi domando che necessità ci fosse.
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Però non posso parlare solo di cose negative! Qualcosa di buono ci sarà anche in questo remake, giusto?
  • Tim Curry: perchè nonostante appaia per pochi minuti come narratore/criminologo strappa le risate migliori dell’intero film. Un po’ (molto) rammarico di vederlo senza calze e tacchi c’è comunque.
  • Annaleigh Ashford, Victoria Justice, Ryan McCartan: rispettivamente Columbia, Janet Weiss e Brad Majors sono piacevoli da guardare, ho apprezzato la loro performance. In più Annaleigh Ashford è identica alla Columbia del ’75.

  • l’intro: il film si apre sul cinema nel quale stanno per proiettare The Rocky Horror Picture Show Event, non concentrandosi subito sulla storia di Janet e di Brad; fa riferimento infatti al musical, mentre nel precedente film non era riprodotto. Inoltre Ivy Levan, la maschera, meriterebbe un punto a favore da sola: è bella da paura, ha una bocca come il peccato e la sua voce è fantastica (ma per lei vi bastano i primi 5 minuti).

In conclusione, dovreste guardare questo film? Per amore di completezza e per curiosità vi direi di sì, ma non aspettatevi di rimanere stupefatti.

Merita appena un 6,5 e in buona parte lo deve a Tim Curry.

Chiara Toneguzzo

Studia Storia a Ca' Foscari, Venezia. Tra una guerra dei Cent'anni e un'epidemia di peste, si nasconde a guardare film, leggere fumetti e giocare da tavolo. Essenzialmente venera troppi fandom, ma chi sano di mente non lo farebbe?