The Last Guardian – Una favola che vorrei non finisse mai [Recensione]

Non è facile recensire un gioco del genere. Un gioco che si porta dietro anni e anni di lavoro (circa 10). Anni di cambiamento, rinvii e interruzioni. Infatti The Last Guardian inizialmente, era stato pensato per Playstation 3 e sarebbe dovuto uscire nel 2011 ed era stato annunciato all’E3 2009 con il nome di “Project Trico”. Nel 2014 si vociferava addirittura di una cancellazione del progetto. All’E3 2015 però, il tutto è stato fortunatamente smentito e finalmente, dopo momenti di lunghissima attesa, quest’anno abbiamo avuto modo di vederlo uscire e non ci abbiamo pensato due volte: siamo corsi in negozio a ritirare la nostra copia di The Last Guardian e lo abbiamo giocato! Dopo tre run, possiamo dire che l’ultima fatica del Team Ico e del Maestro Fumito Ueda è strabiliante. A livello narrativo, probabilmente una delle opere più emozionanti degli ultimi anni.

(L’articolo è accompagnato da screenshot presi direttamente in game)

Schermata iniziale del gioco.

Parlare anche nel modo più riassuntivo e senza spoiler della trama, rovinerebbe in assoluto l’esperienza. The Last Guardian, come i suoi predecessori ICO e Shadow Of The Colossus, è un gioco che punta molto sulla narrativa: profonda e capace di emozionare. Per introdurvi il minimo indispensabile, sappiate che The Last Guardian è un’avventura che ha come protagonisti un bambino e Trico, una misteriosa bestia descritta in antiche leggende come una “bestia mangia-uomini”, in parte uccello, in parte gatto e cane. Ha un aspetto simile ad un grifone. Lo scopo dei due sarà quello di fuggire dalla grande prigione chiamata “Il Nido”. Sarà un viaggio di crescita, di amicizia ed emozioni.

“Il Nido”

The Last Guardian è una fiaba, una fiaba raccontata nel modo più semplice e allo stesso tempo profondo possibile, accompagnata da una colonna sonora eccellente combinata in modo impeccabile alle varie fasi di gioco. Il tutto crea un mix sempre valido ed emozionante.

Legame. Questa è una parola che andrà a definire molto The Last Guardian. Il legame sarà il punto focale su cui si baserà gran parte del gioco.

Trico si comporterà proprio come un animale domestico. Dopo aver acquisito la sua fiducia per esempio, egli ci seguirà senza esitare e obbedirà in modo più immediato ai nostri comandi. Dopo le prime ore di gioco inizieremo a prendere dimestichezza con i comandi del bambino e quelli di Trico. Con l’avanzare della storia, ci saranno numerose situazioni che segneranno molto il legame tra i due.

Trico sembra possedere una vera e propria anima. Sì, lo sappiamo naturalmente. Trico non è reale, ma è come se lo fosse. Trico sembra vivo. Il lavoro dietro la sua programmazione è incredibilmente complesso. Egli reagisce a quasi ogni cosa, comprese le nostre carezze. Sì, ragazzi, sarà possibile accarezzare il nostro Trico. E questa è solo una delle caratteristiche che rendono speciale questo gioco. Reagisce ad ogni nostro movimento e parola. Ci saranno situazioni in cui dovremo muoverci senza di lui. In quelle situazioni si può letteralmente vedere l’espressione affranta di Trico, con successivi versi di tristezza.

Capiterà anche che il nostro amico si innervosisca dopo un combattimento. Trico inizierà a saltare, girarsi e rigirarsi nervosamente e addirittura, in alcuni momenti, ci urlerà contro. In quel caso dovremmo salire sopra di lui e iniziare ad accarezzarlo, cercando di tranquillizzarlo. In altri momenti occorrerà anche portargli del cibo per rimetterlo in forze! Tutto questo non farà altro che aumentare la potenza del nostro legame. Aiutarlo nei momenti di difficoltà sarà essenziale.

Nascerà una tenera amicizia tra i due, rendendoli inseparabili. Quest’amicizia e questo legame non sono un qualcosa di astratto, anzi! Ci sentiremo proprio noi i protagonisti del gioco e inizieremo a sentirci profondamente legati a Trico.

Shadow Of The Colossus e ICO, come del resto anche The Last Guardian, sono giochi i quali hanno sempre avuto dei protagonisti poco chiacchieroni. Questo però non faceva altro che favorire l’immedesimazione nei loro panni. Muovendo il nostro personaggio all’interno di un mondo che non ci guida, che è silenzioso, immenso e dettagliato, ci consente paradossalmente di poterci entrare, di entrare proprio in quei mondi fantastici, quasi come inglobati dallo schermo stesso.

Questo è quello che accade anche in The Last Guardian. Un gioco che non è caratterizzato solamente dal rapporto bambino-Trico, ma anche giocatore-Trico. E’ una peculiarità da non sottovalutare.

Il gioco presenta molte fasi platform che non sono difficili da affrontare. Nel caso in cui non ricorderete più come svolgere una determinata azione non preoccupatevi! Durante la vostra run avrete sempre con voi dei suggerimenti a comparsa su schermo in alto a destra che potrete disattivare tramite le opzioni contenute all’interno delle impostazioni generali.

Il comparto artistico del gioco è promosso a pieni voti. Ricordatevi che c’è sempre il Team Ico dietro. Architetture visionarie, ambientazioni magiche e mozzafiato. Troverete moltissimi riferimenti a ICO e Shadow Of The Colossus. Quindi mi rivolgo a voi, amanti della lore: ci saranno delle chicche davvero niente male! The Last Guardian è digeribile tranquillamente anche dai novizi. Quindi potete iniziare anche da questo per poi cimentarvi sugli altri due menzionati prima. Ogni particolare all’interno del gioco è curato nei minimi dettagli, compresa la lingua del bambino, inventata e studiata direttamente dal Maestro Ueda.

La colonna sonora è stata composta da Takeshi Furukawa. Delle soundtrack da brivido che in alcune fasi vi emozioneranno…e non poco!

Sul comparto tecnico, il gioco ha alcune carenze per quanto riguarda la telecamera. Queste non minano assolutamente l’esperienza di gioco. Avremo dei problemi però nelle ambientazioni chiuse. La telecamera ragiona in modo semplice in realtà: inquadra noi e cerca il più possibile di inquadrare tutto il corpo di Trico. Questo perché ricordiamolo: Trico è uno dei protagonisti a tutti gli effetti. Sappiamo anche però, che Trico è comunque dieci volte più grande del bambino che muoveremo. Mettete loro due all’interno di un corridoio stretto, la telecamera che cerca di inquadrare entrambi ed ecco qui che avrete alcune esitazioni dell’inquadratura, che tremerà o si compenetrerà all’interno dei corpi. E’ qualcosa che comunque durerà pochi secondi. Dopo tre run, posso dirvi che queste situazioni saranno poche e che non rovineranno l’esperienza di gioco.

Commento finale

The Last Guardian è una fiaba magica. Una fiaba che racconta il legame tra un bambino e Trico in viaggio verso la libertà. Un’avventura emozionante, raccontata in modo semplice ed impeccabile. Se avete già un cane a casa, sicuramente ritroverete molte cose di lui in Trico che diventerà presto uno dei vostri “animali” preferiti. L’incredibile colonna sonora fa da perfetto sfondo all’incredibile ambientazione visionaria e magica. Molti momenti di silenzio e pace circonderanno voi ed il vostro grande amico, favorendo il legame che avrete con lui. The Last Guardian vi farà tornare bambini grazie al dolce modo di raccontare la sua storia. Una storia che vi coinvolgerà dall’inizio alla fine.

Il titolo dura il giusto (siamo sulle 12 ore circa) ed possibile rigiocarlo andando a sbloccare i vari elementi secondari come vestiti e tinta per il pelo di Trico. Se siete dei “Trophy Hunter” suderete davvero molto davanti al platino di The Last Guardian. Se cercate un’avventura longeva, appassionante e curata nei minimi dettagli, The Last Guardian è il gioco che fa per voi.

Emanuele Mancini

Amante del mondo videoludico, di cinema e Serie TV a 360 gradi. Coltivo queste grandi passioni nel mio tempo libero, sempre in cerca di novità. Videogiochi e film: nuova arte!