The Danish Girl [Recensione]

La nostra recensione sull’ultimo film del regista britannico Tom Hooper, “The Danish Girl”.

Ancora una volta il regista britannico Tom Hooper, che aveva già vinto un Oscar con Il discorso del re, riesce a sorprenderci nuovamente con una storia di infinita drammaticità e profonda concretezza.
The Danish Girl infatti, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di David Ebershoff, apre uno squarcio nella nostra attualità e rivela con sublime perfezione il grido inascoltato di chi, come il protagonista, non si riconosce nel proprio corpo.

Trama

Il pittore Einar Wegener (Eddie Redmayne) è un discreto paesaggista che vive a Copenaghen assieme alla moglie ritrattista Gerda Wegener (Alicia Vikander) che, al contrario del marito, non riesce ad avere il successo sperato.
I due sembrano avere una complicità tanto intima da apparire quasi stonata ed infatti di lì a poco Einar scoprirà che gli abiti che indossa non sono quelli che in realtà gli appartengono.
È così che quasi per gioco comincerà per lui un percorso di transizione che lo porterà ad esprimere, dopo tante sofferenze, la sua vera natura.
Lili Elbe non è infatti un semplice alter-ego per il protagonista, ma la reale essenza della sua anima: la vera identità che teneva nascosta lo restituisce finalmente alla vita.

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Un film liquido

The Danish Girl è sicuramente un film dal grandissimo potenziale che viene espresso in tutta la sua veridicità grazie alla straordinaria bravura dei due protagonisti: Eddie Redmayne che avevamo già apprezzato ne La teoria del tutto e Alicia Vikander che con il suo pungente sarcasmo e la riflessività delle sue espressioni completa in modo magistrale il dramma che attraversa Einar.
La vanità dei discorsi rendono questa una pellicola fatta di gesti, di sguardi muti seppur pregni di tutte quelle parole che il cuore non è in grado di articolare. La leggerezza dei movimenti, le mani affusolate di Einar che stringono dolcemente un paio di calze e quello sguardo liquido e vitreo che lo caratterizza bastano per farci comprendere l’insensatezza che fa da cornice alla sua intera esistenza. Almeno sino a quando non riuscirà a far emergere la parte più nascosta di sé, che ormai non è più in grado di comprimere e che spasmodicamente cerca di riportarlo alla vita.
Così Einar Wegner diventerà finalmente Lili Elbe, lasciandosi definitivamente alle spalle la carriera di pittore e consentendo nuovi sbocchi a quella della moglie, diventando sua modella.
The Danish Girl, nonostante sia ambientato negli anni ’20, riesce superbamente ad affrontare una tematica complessa come quella della transessualità trattandola in modo delicato e realistico.
Una pellicola che sembra guardare all’esteriorità e che invece ci mostra il lato più introspettivo dell’ anima.

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Conclusioni

Un film emozionante e commovente, un viaggio nella nostra interiorità. Da non perdere.

Voto 9

Irene Sciamanna

La passione per il cinema e la lettura mi hanno accompagnata fin dalla tenera età regalandomi forti emozioni e aiutandomi nel percorso di crescita emotiva e personale.