Stranger Things: recensione della prima stagione della serie Netflix

Maybe I am a mess.
Maybe I’m crazy.
Maybe I’m out of my mind!
But, God help me, I will keep these lights up until the day I die if I think there’s a chance that Will’s still out there!

Joyce Byers – Winona Ryder

Torniamo negli anni 80 con il travolgente Stranger Things, serie di 8 episodi prodotta da Netflix.
Nata dalle menti dei fratelli Duffer, Stranger Things è l’appassionante storia ambientata nella tranquilla cittadina di Hawkins, Indiana.

E’ il 6 novembre del 1983. Will Byers, anni 12, scompare misteriosamente.
Durante la stessa notte della scomparsa di Will, in un laboratorio vicino Hawkins un essere mostruoso uccide un ricercatore.
Dal medesimo laboratorio fugge una misteriosa ragazzina, Undici, che si rivelerà fondamentale per la ricerca di Will.
Seguiremo quindi le vicende di Mike, Dustin e Lucas, amici intimi di Will, e di altri straordinari personaggi in lotta per scoprire i misteri di Hawkins.

Queste sono le premesse per Stranger Things, che in sole 8 ore riesce ad appassionare lo spettatore.
Ma la serie è anche – e soprattutto- un omaggio ai film ed alla cultura degli anni 80, e moltissime sono le citazioni ed i richiami presenti nell’opera.

Personaggi e Attori

I due attori di punta della serie, sono due icone degli anni 80: la bravissima Winona Ryder , ed il magnifico Matthhew Modine.
La Ryder interpreta magistralmente la madre dello scomparso Will, convinta che il figlio sia ancora vivo e disposta a tutto pur di ritrovarlo.
Modine ha invece un ruolo di “antagonista”, portando sul piccolo schermo il dott. Martin Brenner, responsabile dei misteriosi esperimenti.

Affianca i due un cast magnifico nel quale spiccano David Harbour e Millie Bobby Brown, rispettivamente nei ruoli dello sceriffo Jim Hooper e della misteriosa Undici.

I personaggi presentati da Stranger Things sono uno dei punti di forza dell’opera.
Ognuno di loro, dai più importanti ai marginali, ha un ruolo fondamentale nella serie.
Le loro vite e il loro percorso durante la strana avventura che, loro malgrado, dovranno percorrere, si intrecciano in maniera armoniosa e perfetta.

I background dei personaggi sono solidi, e presentati senza forzature.

Omaggio agli anni 80

Se pensiamo alla parola “bicicletta“, qual è il primo film che balza alla mente?
Se avete pensato immediatamente a E.T. l’extraterrestre , capolavoro di Spielberg questa è la vostra serie.
Gli omaggi al film sono evidenti, dalla rocambolesca fuga in bicicletta per salvare Undici, alla scena del travestimento della bambina.
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Anche le influenze del “Re del Brivido” Stephen King appaiono evidenti.
Cominciando dal gruppo di Will, che tanto ricordano i famosi “Perdenti” di “IT”, ed i protagonisti di “The Body“, novella dell’autore portata sul grande schermo con il titolo di “Stand by me“.
Il personaggio di Undici sembra un riferimento ad un altro romanzo Kingiano: ” L’incendiaria”.

Lo stesso titolo dell’opera è un omaggio a “Cose Preziose“- in originale “Needful Things” .
Addirittura il font utilizzato per Stranger Things appare simile a quello della copertina del romanzo.
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Anche il mondo fantasy per eccellenza  viene più volte citato nella serie.
Riferimenti a Tolkien ed i suoi “Signore degli Anelli” ed “Hobbit”, non mancano nell’opera.
Il gruppo di Will chiama una zona boscosa, vicino le loro case, ” Bosco Atro” , luogo natio dell’elfo Legolas.
Viene inoltre nominato lo stregone “Radagast“, come parola d’ordine utilizzata dai ragazzi per accedere al loro luogo segreto.

Sempre del mondo fantasy, come non citare “Il Gioco di Ruolo”?
Il gruppo di Will gioca assiduamente a “D&D”, e gli omaggi al gioco sono molti.
Ed è così che il mostruoso e misterioso essere scappato dal laboratorio prende il nome di “Demogorgone“.
Mentre i giocatori di D&D non potranno che trovare immediatamente un chiaro collegamento tra il mondo di Stranger Things e quello del gioco.

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Gli appassionati di Star Wars , Indiana Jones e Ritorno al Futuro non potranno che amare la locandina ufficiale di Stranger Things.
Ispirata alle magnifiche locandine disegnate dal bravissimo  Drew Struzan, ammicca agli anni 80 in maniera impeccabile.
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Non mancano, infine, chiari riferimenti alla saga videoludica di Silent Hill, mentre la creatura mostruosa scappata dal laboratorio, ricorda il mostro senza occhi de “Il labirinto del Fauno” .
Gli autori hanno infatti confermato di essersi ispirati al film di Del Toro nonchè a “Lo Squalo” per l’ideazione del mostro.

 

Conclusioni

Stranger Things è un ottimo prodotto, perfettamente armonioso nello stile di narrazione.
I personaggi sono solidi e la storia ben strutturata.
Le musiche composte da Michael Stein e Kyle Dixon sono magnifiche e in connubio perfetto con le atmosfere.

La serie è ideale per chi è cresciuto a pane, D&D, Spielberg  e Tolkien.
Carpire tutti i riferimenti presenti nell’opera è un “gioco” che ogni appassionato farà durante la sua visione di Stranger Things.
Ma la serie si presta a qualsiasi utenza, grazie alla sua dose di mistero, fantascienza, horror e drammi familiari.

Da vedere assolutamente!

” Friends don’t lie.”

 

 

 

 

Michela Mirra

Laureata in marketing, da sempre appassionata di videogiochi, manga, anime, fumetti e cinema. Ama gli horror e la fantascienza, e quando può si diletta con disegno e lettura."Coloro che sognano ad occhi aperti sanno molte più cose che sfuggono a quelli che sognano solo di notte." Poe

  • EllyMahoe

    Ciao! Guarda io amo da morire questo genere di telefilm, però Stranger Things non mi ha dato niente di particolare… Mi spiego: trama carina, ambientazione e riferimenti fantastici… Però un po’ troppo lentino a mio giudizio. Alcune puntate sono state davvero lente e inesorabilmente scontate. Mi spiace dirlo, anche se so che è una serie molto amata. 🙂

    • Michela Mirra

      Ciao e grazie per la tua attenzione!

      E’ vero qual che dici, da un punto di vista di trama, Stranger Things non ha colpi di scena particolarmente esplosivi.
      Quello che mi ha fatto innamorare della serie sono stati altri particolari.
      In primis gli attori, tutti veramente eccezionali. Le atmosfere e, come anche tu hai citato, i riferimenti alla cultura anni ’80, li ho trovati fantastici.
      In generale Stranger Things mi ha catturato. Credo sia una serie che o si ama, o che non ti comunica nulla.
      E non dispiacerti di dire la tua!
      E’ un giudizio personale e giusto.
      A presto e grazie!