Reportage sulla vita dei condannati a morte

Il vignettista Patrick Chappatte racconta a fumetti l’esistenza dei detenuti nel braccio della morte

E’ iniziato due anni fa il lavoro che ha visto il vignettista Patrick Chappatte e la reporter Anne-Frédérique Widmann, sua moglie, intervistare una trentina detenuti nel braccio della morte in alcuni carceri americani. Lo scopo del progetto intrapreso dai due coniugi andava al di là della colpa o del reato commesso dai condannati ma si soffermava sul dopo, sulla vita nel luogo ostile e alienante della detenzione che rende la maggior parte di quest’ultimi pazzi o in stato vegetativo.

Alcuni degli intervistati per sfuggire al soffocante morso della follia si sono dedicati all’arte, altri hanno coltivato la flebile speranza di veder rivisto il loro caso, comunque ognuno ha mostrato un’eccezionale capacità di resilienza e un’incredibile forza interiore.

Il risultato di tale iniziativa si è concretizzato in una mostra allestita l’anno scorso a Los Angeles e in un toccante reportage debuttato online giovedì scorso sul New York Times in una sorta di racconto diviso in cinque puntate. La prima di queste è stata stampata domenica anche nella versione cartacea del quotidiano.

Giulia Aversente

Appassionata di arte, amante di fumetti, affamata di libri e divoratrice di film...