La Reflex come l’occhio umano

Ci siamo mai chiesti com’è fatta una reflex? Da cosa è formata, la sua meccanica, la chimica e l’elettronica del suo motore? Bhè non è poi tanto diversa dall’occhio umano. Stiamo parlando di SLR (single lens reflex), ovvero tutte quelle macchina o robot dotate di un sistema di mira, un obiettivo e un sensore (per le analogiche è la pellicola). Le reflex quindi sono una riproduzione sempre più fedele dell’occhio umano, studiate e progettate con le più avanzate tecnologie. Sia l’occhio umano che una comune reflex si basano su un principio comune che è quello di catturare un immagine, convergerla, immagazzinarla ed interpretare i dati della luce che essa trasporta. Ma approfondiamo ancora meglio il discorso occhio-reflex. L’occhio è un organo delicatissimo, alcuni esperti affermano e lo rapportano ad un obiettivo con focale a 50mm fissa, quindi un grandangolare di media ampiezza, quindi la luce esterna arriva all’occhio (quando non coperta dalla palpebra), passa la cornea e viene modellata dalla pupilla (che si dilata o meno a seconda dell’intensità della luce), da qui poi passa sul cristallino che la converge sulla retina la quale la trasforma in impulsi  elettrici trasmettendoli poi attraverso il nervo ottico al cervello che li elabora. In una macchina reflex avviene lo stesso procedimento, una volta aperto l’otturatore la luce passa attraverso le lenti dell’obiettivo, modulata a sua volta dall’apertura del diaframma e focalizzata poi sul sensore (o pellicola) che poi invierà gli impulsi al microprocessore (cervello) che le elabora mostrandoci poi sul “live view” l’immagine che abbiamo immortalato. Ma andiamo a scindere le componenti della reflex. La modalità con cui riusciamo a “mirare” con la nostra reflex è dovuto ad un sistema di primi a specchio che caratterizzato la fotocamera reflex (pentaprisma).

Pentaprisma

 L’otturatore

[dropcap]Otturatore[/dropcap]L’otturatore è il dispositivo meccanico o elettronico che regolamenta quanto tempo il sensore o la pellicola restano esposti alla luce. Quindi aprendosi e chiudendosi in un determinato lasso di tempo (1/20 sec. 1/90, 1/250 ecc), permette alla luce di colpire il sensore o la pellicola. Rapportandolo all’occhio umano è l’equivalente della pupilla che si allarga o meno per impedire l’ingresso della luce.

L’obiettivo fotografico

[dropcap]Obiettivo Fotografico[/dropcap]L’obiettivo fotografico ha lo scopo di catturare la luce e riprodurre un immagine. E’ composto da varie lenti al suo interno, convesse e con varie funzioni tra cui l’aberrazione cromatica ecc. Può avere diversi elementi in diversi gruppi e un tot. di numero di lamelle che si chiudono nel momento dello scatto. Può essere più o meno “luminoso” ed un fattore di notevole importanza per il fotografo, soprattutto nelle fotografie ritrattistiche l’apertura del diaframma (f 1.8, f 2.8, f3.5, f4.0 ecc) comporta un miglioramento o peggioramento della luce (a seconda anche di quanto tempo l’otturatore resta aperto ma lo vedremo più avanti). Le lenti dell’obiettivo spostandosi lungo l’asse centrale dell’ottica permettono la messa a fuoco che può essere sia automatica che manuale. L’obiettivo fotografico è paragonato al cristallino dell’occhio umano.

Il Diaframma

Il Diaframma, in fotografia che in ottica, è l’apertura solitamente circolare (ma anche poligonale), incorporata nel corpo dell’obiettivo; il compito del diaframma è quello di regolamentare la quantità di luce che andrà poi a colpire il sensore o la pellicola e nel tempo stabilito dall’otturatore. Un esperimento veloce è quello di puntare una lucetta nell’occhio umano e vedere da dilatazione della pupilla, al contrario accade quando siamo in una stanza buia e la nostra pupilla, per raccogliere più luce possibile, si allarga.

Scala Diaframmi

La pellicola

[dropcap]Pellicola Fotografica [/dropcap]La pellicola è l’elemento fisico dove si va a fissare l’immagine che abbiamo inquadrato attraverso il nostro obbiettivo. Agisce sotto un processo chimico data dallo shoot della luce su di essa (emulsione su vari strati), producendo così il classico effetto negativo che noi tutti conosciamo e che da lì, nella camera oscura, il fotografo la porterà cartacea.

Il Sensore

Sensore Fotografico

Il Sensore ha una forma rettangolare ed è formato da milioni di fotositi disposti sulla griglia. Il sensore converte così la luce in fasci di elettroni che che andranno poi al cervello della reflex, ovvero il processore che convertirà le informazioni da carica elettrica in immagine.

Processore

processore

Con il Processore chiudo la composizione della reflex. Il processore interno dei una macchina reflex elabora i dati inviati dai fotositi del sensore ed attraverso un software interno alla macchina può riuscire così a far visualizzare l’ immagine.

Wiki

Francesco Avezzano

Classe '85, appassionato di softair, programmazione web dalla maggiore età e di fotografia, in particolare reportage e sportiva, ma soprattutto Nikonista! Con il passare degli anni anche il ritratto, il giocare con luce diventano parti fondamentali nella sua strada fotografica. Video maker e youtuber.