Recensione Kung Fu Panda 3

Recensione Kung Fu Panda 3

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“ If you only do what you can, you will never be more than you are now.” Shifu

Nelle sale italiane dal 17 marzo, Kung Fu Panda 3, diretto da Jennifer Yuh Nelson e dall’ italiano Alessandro Carloni, domina le classifiche del weekend con 1.3 milioni di euro incassati il giorno dopo l’uscita.
Seguito dei primi due fortunati film, Kung Fu Panda 3 riprende la trama dal punto in cui si era interrotta alla fine del secondo capitolo, dove il nostro panda protagonista Po,  la cui voce è di Jack Black, riesce a debellare Shen il villain del film, crudele pavone che aveva distrutto il villaggio nativo del panda, uccidendo anche sua madre. Durante il corso del film Po scopre inoltre di essere stato adottato, cosa che turba profondamente il protagonista, che riuscirà comunque a trovare la sua “pace interiore” e salvare ancora una volta la Cina.
Il secondo episodio, si conclude con una spettacolare vista del nuovo villaggio dove i panda si sono rifugiati, e per la prima volta viene mostrato il padre naturale di Po: Li Shan, punto cardine del terzo fenomenale capitolo.

In Kung Fu Panda 3 troviamo Po in difficoltà per il nuovo incarico che il maestro Shifu ( Dustin Hoffman) gli ha affidato: diventare egli stesso maestro di kung fu ed allenare i cinque Cicloni – Tigre (Angelina Jolie), Vipera (Lucy Liu), Scimmia ( Jacky Chan), Mantide ( Seth Rogen) e Gru (David Cross).
Per diventare un vero maestro, Po deve conoscere e controllare alla perfezione il Ki, la forza interiore propria di ogni essere vivente. Il nostro goffo panda avrà difficoltà a ricoprire il suo nuovo ruolo, essendo insicuro e confuso. Po si ritrova infatti in piena crisi interiore e di ruolo: lui chi è? Un panda, il guerriero dragone, un maestro di kung fu o il figlio di un’oca?
A complicare ulteriormente la situazione, l’arrivo di un nuovo temibile pericolo per la Cina, Kai, uno yak interpretato da J.K Simmons, che ha un forte legame con il maestro Oogway.

Molto emozionante e divertente è l’incontro che cambierà ancora una volta la vita di Po: Li Shan ( Brian Cranston ) ha infatti lasciato il suo villaggio per ritrovare il figlio perduto 20 anni prima.
Il film segue come i suoi predecessori una linea comica e divertente accentuata dalla simpatia e goffaggine dei nuovi personaggi introdotti, i molteplici panda che incontreremo durante la visione del film
Eppure in questo nuovo capitolo il distacco dai predecessori si sente in maniera netta: se i più giovani ( e non) resteranno sicuramente incantanti dai mirabolanti e ben coreografati combattimenti tra i personaggi, si lasceranno trasportare nei meravigliosi e bucolici scenari, rideranno per le battute e le scene buffe dei personaggi, gli spettatori con qualche anno in più si lasceranno sicuramente emozionare da quelle che sono le tematiche forti del film.

L’incontro tra Po ed il suo padre naturale, causerà una forte gelosia ed enorme paura di perdere il proprio figlio, nell’oca che per 20 anni lo ha cresciuto e amato come se fosse suo. Mr Ping (James Hong) è un personaggio più profondo di quanto possa apparire inizialmente, e ben caratterizzato in questo nuovo capitolo. Se in un primo momento l’oca esperta di ravioli mal sopporta Li Shan, si renderà poi conto di avere una caratteristica che lo rende estremamente simile al grosso panda: l’amore per il loro unico figlio.
Il rapporto padre-figlio è la base per questo capitolo, ed è emozionante seguire Li Shan che cerca di recuperare i 20 anni di vita che gli sono stati rubati. Ugualmente, si avverte profonda tenerezza nei dialoghi tra Mr Ping e Li shan, entrambi preoccupati per le sorti del loro “piccolo”. Po potrà anche essere il Guerriero Dragone, il combattente più forte della Cina, ma agli occhi dei suoi papà resterà sempre un bambino da proteggere ed accudire, da nutrire con milioni di ravioli al vapore, e da aiutare nella propria crescita.
Po si trova in una fase della sua vita molto complicata, poiché non riesce a capire chi lui sia davvero.
Accettare se stessi, conoscere e sfruttare i propri punti di forza ed utilizzarli per compensare le proprie debolezze, migliorarsi giorno dopo giorno, senza mai arrendersi, superare i limiti che imponiamo incosciamente a noi stessi, è ciò che il Panda capirà durante il suo soggiorno presso la casa natia ed il suo scontro con il malvagio Kai.

A rendere il film davvero spettacolare da un punto di vista visivo sono i meravigliosi ed accesi colori utilizzati per scenari e personaggi, e la fantastica creazione del Mondo degli Spiriti, che con le sue strutture rocciose fluttuanti non può che catturare e stuzzicare la fantasia.
Anche in questo film troviamo alcune scene animate con uno stile più classico, che strizzano l’occhio ad immagini tipiche della cultura orientale, con colori predominanti quali rosso ed oro.
La colonna sonora è ancora una volta composta da Hans Zimmer, che ripropone alcune musiche che hanno ormai un legame indissolubile con le avventure del Panda Po.
Il film è prodotto in co-produzione tra la DreamWorks Animatione e l’Oriental Dremaworks, studio fondato nel 2012 come partnership tra DreamWorks e compagnie cinesi.

Complessivamente Kung Fu Panda 3 è un ottimo film, che riesce a conquistare lo spettatore ed a farlo anche emozionare, con tematiche forti e profonde.

Una menzione ad honorem ad un personaggio che appare per pochi secondi sullo schermo, ma che si lascia subito amare: il coraggioso Maestro Pollo.

Michela Mirra

Laureata in marketing, da sempre appassionata di videogiochi, manga, anime, fumetti e cinema. Ama gli horror e la fantascienza, e quando può si diletta con disegno e lettura."Coloro che sognano ad occhi aperti sanno molte più cose che sfuggono a quelli che sognano solo di notte." Poe