Recensione – Il petalo cremisi e il bianco

L’autore

faber
Michel Faber

Il romanzo storico “Il petalo cremisi e il bianco” è stato scritto da Michel Faber ed è stato pubblicato nel 2002 dopo una gestazione di 21 anni.
Lo scrittore, originario dei Paesi Bassi, si trasferì in Australia con la sua famiglia e visse lì fino al 1922, per poi stabilirsi in Scozia. Debuttò con una raccolta di racconti, “Some Rain Must Fall”, e nel 2002, due anni dopo la pubblicazione del successo internazionale “Sotto la pelle”, pubblicò “Il petalo cremisi e il bianco“.

Riassunto dell’opera

ATTENZIONE: SPOILER!

Il romanzo, ambientato nella Londra vittoriana di fine ‘800, racconta l’ ascesa di Sugar, giovanissima prostituta, che diviene l’ amante di William Rackham: un famoso industriale di cosmetici. Accanto alla storia dei due protagonisti, vengono raccontate le vite dei personaggi che hanno a che fare con loro come quella di Henry (fratello di William) ed Emmeline Fox, vedova che tenta di redimere le giovani prostitute nei quartieri dove lavora Sugar.
William è sposato con Agnes: bellissima donna dalla quale ha avuto una bambina, Sophie. Purtroppo Agnes è affetta da un tumore che le provoca visioni, svenimenti e forti mal di testa, che la portano pian piano alla pazzia. Il protagonista, per evadere da questa situazione familiare, consulta una guida alle case di malaffare più famose di Londra e viene colpito dal profilo di Sugar, che decide di incontrare. Si dirige così al pub Fireside e, conoscendo la giovane prostituta, resta folgorato dalla sua inusuale bellezza e dalla sua sapienza enciclopedica.
Dopo alcune notti passate con la ragazza, William decide di liberarla dalla schiavitù del bordello comprandola da sua madre, che gestisce la casa di malaffare.
Essendo divenuto molto ricco grazie all’impero che gestisce, William le compra una casa tutta sua e la mantiene. Col tempo, però, le visite del giovane a Sugar si fanno sempre meno frequenti e così, dopo diversi avvenimenti e abili mosse da parte della fanciulla, William la assume in casa propria come badante della figlia Sophie.
Questa situazione funziona solo per i primi tempi e dopo la morte di Henry, il pestaggio subito da William dopo essere uscito ubriaco da un bar (che lo ha fatto diventare claudicante e balbuziente) e il suicidio della moglie Agnes, l’uomo cambia completamente atteggiamento e il legame con Sugar (che nel frattempo scopre di essere diventata quello che ha sempre detestato, ovvero una borghese amante del teatro e della musica) si va via via sgretolando. Un giorno il medico visita Sugar e si accorge che è incinta, così lo comunica a William che le lascia un biglietto sotto la porta, intimandole di fare le valigie. Lei prova a parlare con l’uomo ma non ci riesce e decide di fuggire portando con sé Sophie, alla quale si era affezionata.
Così William Rackham rimane da solo, con il peso della morte del fratello, della moglie, la perdita della figlia e una casa troppo grande, abitata da domestici inutili.

I protagonisti

I personaggi principali sono due:
William Rackham – Ricco conduttore delle profumerie Rackham, è un uomo abbastanza giovane, biondo e dal fisico robusto. Non è particolarmente alto e ha una strana fissazione per i capelli. All’inizio del libro è molto ansioso e si preoccupa in modo esagerato di quello che pensano gli altri. E’ un tipo poco sicuro di sé e ha nostalgia del suo passato da ribelle universitario. Con il tempo (e con l’ aiuto di Sugar) cambia totalmente e diventa fiero di essere sé stesso. Ama il suo lavoro tanto quanto Sugar e sviluppa una curiosa passione per i profumi. Nonostante la sua evoluzione, però, si porta sempre dietro il ricordo della sua adolescenza e rimpiange i tempi passati, fino a crollare in grande sconforto.

Sugar – Giovane prostituta che cambia radicalmente durante il racconto. Inizialmente è una ragazza che odia il mondo e le persone che lo abitano (in particolar modo i clienti della casa di malaffare, tanto da essere portata a scrivere un libro dove lei, nel ruolo della protagonista, uccide in modo sadico e spietato tutti gli avventori della casa dove lavora). Col passare del tempo e con le possibilità offerte da William Rackham, Sugar si trasforma nel tipo di persona che ha detestato sin da quando era bambina: una borghese amante del teatro e della musica. Così, finisce per chiedersi se ha fatto un errore a concedersi a William e se quello che occupa alla fine del romanzo è veramente il suo posto.

Analisi e commento

La vicenda alterna luoghi aperti e luoghi chiusi e lo scrittore li decora attentamente per far trasparire le emozioni e il carattere dei personaggi che li animano. Il racconto si svolge nell’arco di diversi anni e si alternano pagine con ritmo lento e pacato a pagine con ritmi molto rapidi e a volte con ellissi temporali.
L’autore sfoggia la sua conoscenza della lingua utilizzando termini molto ricercati (tanto da obbligare il lettore medio, in alcuni punti, ad armarsi di dizionario). Sono presenti, inoltre, termini francesi alternati ad espressioni molto colloquiali. In alcuni punti, addirittura, sono riportati errori grammaticali studiati che evidenziano il rango sociale del personaggio che li pronuncia o la sua età.
Nel libro si incontrano lunghe fasi descrittive spezzate, di tanto in tanto, da dialoghi diretti fra i personaggi. Spesso queste fasi descrittive sono interrotte anche dal narratore stesso (onnisciente) che si rivolge al lettore, esprimendo la sua opinione su una vicenda, spiegando la reazione di un personaggio o il suo stato d’animo o ancora raccontando in breve l’ avvenire di una persona.
Il testo vuole far capire al lettore la mentalità dell’ epoca su vari argomenti come la religione, la vita quotidiana, gli affari e gli svaghi, tramite i dialoghi fra i personaggi, ciascuno dei quali la pensa in modo diverso e si esprime in modo diverso.

Questo romanzo mi ha intrigato sin dall’inizio grazie al pubblicizzatissimo lavoro ventennale che l’autore ha intrapreso per scrivere il testo. Devo dire che, effettivamente, quest’elemento di ricerca storica si percepisce durante la lettura, grazie all’accurata descrizione degli ambienti e degli usi e costumi rappresentati. Proprio questo clima riuscito, unito alla caratterizzazione dei personaggi è, a mio avviso, il punto forte del romanzo, che offre al lettore interessato una buona base per avvicinarsi alla vita nell’epoca vittoriana, consentendo l’immersione nei bassifondi e negli ambienti borghesi londinesi.

Uno degli aspetti negativi, invece, riguarda, secondo me, il numero di pagine. Faber, infatti, ci abitua sin dall’inizio ad un ritmo veloce scandito da colpi di scena, che però interrompe a metà libro, scrivendo pagine su pagine con ritmi molto lenti e con ampie fasi descrittive di vita quotidiana, accompagnate da digressioni spesso fini a sé stesse, a mio avviso trascurabili. Pertanto credo che, se il romanzo fosse stato di seicento pagine invece che mille, mantenendo così uno stile più fluido, sarebbe risultato più piacevole, evitando magari l’effetto “mattone” che spesso caratterizza i testi più lunghi.

Altro punto debole de “Il petalo cremisi e il bianco” riguarda proprio il finale, che non tutti hanno apprezzato (me compreso) in quanto piuttosto vago, sospeso, affidato all’immaginazione del lettore. Si tratta, comunque, di un aspetto puramente soggettivo.

Peccato anche per alcuni momenti di carattere sessuale, neanche così rari, che incontriamo durante la lettura, a mio avviso squallidi e fuori contesto, che vanno di pari passo con una storia non proprio all’insegna della verosimiglianza. Spero vivamente che i vent’anni di stesura non siano serviti per la descrizione accurata di queste scene che, per usare un termine moderno, rasentano il trash.

Per concludere, “Il petalo cremisi e il bianco” mi è sembrato un testo piacevole all’inizio, nonostante io non ami particolarmente i romanzi storici, caratterizzato da uno stile piuttosto fluido e da descrizioni molto accurate. Peccato che quest’incantesimo si sia spezzato dopo poco per i motivi sopracitati, rendendo la lettura faticosa e, in alcuni punti, forzata, concludendo il tutto con un finale non proprio gradito.

Voto: 5/10

Claudio Montani

Studia Lingue e Civiltà Orientali alla Sapienza di Roma. Sommelier di meme che nel tempo libero pratica powerlifting e tenta di far aderire il suo equilibrio psicologico all'immagine di una placida campagna primaverile.