Recensione anime Angel Beats!

Cos’è “Angel Beats!”?

Angel Beats!” è un anime giapponese dalla considerevole durata di 13 episodi (più uno bonus e un finale alternativo di due minuti) realizzato dalla P.A. Works e dall’ Aniplex, che ho scoperto non essere una marca di materassi. Il progetto è stato diretto da Seji Kishi e la storia è un parto dell’umano intelletto del caro Jun Maeda. Tra i generi attribuibili ad “Angel Beats!” troviamo: azione, fantasy, commedia e avventura, con alcuni picchi drammatici.

Trama generale

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La storia vede come protagonista un ragazzo, Otonashi, che si sveglia senza ricordare nulla del suo passato, in un complesso scolastico (lo so che non siete abituati a queste botte di originalità, ma stringete i denti e continuate) che si rivelerà essere una sorta di purgatorio per ragazzi che per qualche motivo non hanno potuto godersi la loro adolescenza.

A dargli il benvenuto in questo luogo sarà Yuri (no, non l’atleta), una ragazza dagli improponibili capelli fucsia che lo inviterà a far parte delle SSS (Shinda Sekai Sensen): un’organizzazione fondata per raggiungere Dio e vendicarsi delle vite tristi che i ragazzi hanno condotto.  Questo gruppo, però, deve fare i conti con Tenshi (o Angel), una ragazza albina, presidentessa del Consiglio Studentesco.

Ovviamente il caro Otonashi, guidato dal suo uccel…cervello, rifiuta la proposta della ragazza armata di fucile e si dirige verso Tenshi, che lo pugnalerà come se non ci fosse un domani (ma solo perché lui glielo chiede).

Ed è proprio da qui che si svilupperà la storia.

Ovviamente, il luogo in cui il protagonista si ritrova ha delle particolarità:

-E’ popolato da NPC (personaggi non giocanti, come nei giochi di ruolo), che si comportano da normali studenti e danno sempre le stesse risposte

-Se ci si comporta come gli NPC o si fanno determinate cose, si scompare per sempre.

-Se si muore, ci si risveglia come nuovi dopo un po’.

Musica e disegni

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Jun Maeda

Le musiche sono state composte dal signor Maeda e strimpellate dagli Anant-garden Eyes (famosissimi a Recanati). Inoltre la canzone finale è stata cantata da Aoi Tada (anch’essa originaria del “natio borgo selvaggio”). Personalmente non le ho amate molto, forse perché non è il mio genere.

Per quanto riguarda i disegni, sono ben fatti. Ho apprezzato in particolare le ambientazioni, decisamente particolareggiate, con una notevole cura per i dettagli e le animazioni, molto fluide.

Adesso passiamo al commento generale, così anche se non avete visto “Angel Beats!” ne saprete più di me.

 Commento generale

(contiene micromicromicro-spoiler… ma micro, eh!)

Si tratta di un’opera piuttosto originale, caratterizzata da un’ambientazione piacevole popolata da personaggi interessanti e vivaci che, nonostante siano impegnati in una sorta di battaglia per arrivare a Dio, prendono il tutto come un gioco e si divertono organizzando piani contro la povera Tenshi, sempre differenti e movimentati, senza però combinare mai una ceppa di veramente utile, godendosi inconsciamente la giovinezza che gli è stata negata nella vita precedente. *respiro profondo, periodo alla Proust*

Ci sono inoltre numerosi elementi che contribuiscono ad “alleggerire” la trama, primo fra tutti il fatto che non si possa morire. Questo va ad annullare ogni azione eroica o drammatica, rendendola invece comica. Capita frequentemente di vedere un personaggio principale rischiare la vita per la squadra o addirittura perderla in uno scontro e il tutto si risolve con un “Grazie, ci vediamo dopo”.

Inoltre l’anime stesso non si prende troppo sul serio, andando a ricreare i cliché più frequenti dell’animazione giapponese per poi criticarli o scherzarci su, generando gag simpatiche che smorzano la tensione del momento.

Altro elemento che rende l’anime rilassante è l’assenza di veri antagonisti, dato che l’unico personaggio che potrebbe essere definito cattivo è Tenshi, che in realtà di cattivo ha ben poco, dato che non prova emozioni e snobba sistematicamente i personaggi (a meno che non le sparino in un occhio).

Ma “Angel Beats!” ha anche un lato negativo, che si chiama “durata”. Come detto in precedenza, infatti, l’anime dura solo 13 puntate, perché al signor Maeda si era spuntata la matita e non gli andava di temperarla. Quindi la storia si svolge molto rapidamente, soffermandosi poco sulle parti più drammatiche che avrebbero potuto conferire all’opera una maggiore profondità, come la storia dei personaggi, che spesso è buttata lì o addirittura dimenticata! Infatti alla fine conosceremo il background di pochissimi membri dell’ SSS e non sapremmo mai il perché molti di loro si trovano lì, maledette matite di Maeda!

Poco approfondita è anche l’ambientazione stessa, cosa che il mio cervello non apprezza più di tanto. Ma “c’è tempo e luogo per ogni cosa, ma non ora!”, come insegna il buon Professor Oak. Questi argomenti saranno dunque approfonditi nell’Angolo dello Spoiler.

Quindi, cosa ne penso di “Angel Beats!“?

E’ sicuramente un anime valido e quest’opera è dunque consigliata. E’ abbastanza originale sia a livello di trama, sia di ambientazione. Certo, se avesse avuto una maggiore durata, sarebbe potuto diventare materiale da “pugna nucleare”, credo che sarebbe andato nel fap folder di molta gente, ma questo non significa che sia brutto, anzi! E’ divertente e allegro, con momenti più drammatici derivati principalmente dalle storie dei protagonisti (anche se, devo dire, spesso sono accentuate con lo scopo preciso di dare maggiore “profondità” all’anime, col rischio di diventare patetiche). C’è una buona scorta di personaggi simpatici, ognuno con le proprie fissazioni, i propri punti di forza e le proprie debolezze, che rompono gli stereotipi degli anime e manga giapponesi (o almeno ci provano). Il ritmo narrativo è ovviamente rapido, data la durata, ma nonostante questo si riesce ad apprezzare la storia e ad affezionarsi ai personaggi, anche se, devo dire, resta sempre quell’ amaro in bocca che mi porta a pensare che… se fosse durato più a lungo…

La trama scorre bene, senza particolari “buchi” che tanto mi piace evidenziare e il tutto è realizzato con ottimi disegni e animazioni fluide.

Voto: 6.5

L’Angolo dello Spoiler

Proseguiamo con la seconda parte della recensione, dedicata ad approfondimenti sull’anime. Ci tengo a farvi notare, come suggerisce il titolo, che questa sezione è un campo minato di SPOILER! Quindi, mi raccomando, se non avete ancora guardato “Angel Beats!“, rimediate e tornate a leggere questa recensione in seguito.

Se invece avete già visto l’anime o avete perso il filo del discorso a causa dei miei sproloqui di centinaia di caratteri che, alla fine, non vanno da nessuna parte ma sono studiati appositamente per farvi distrarre e non vi siete accorti che state entrando in una sezione con molti spoiler, buona lettura!

Inizierei con il finale. In genere, tendo a preferire anime con finale chiuso, esplicativo, in cui viene raccontata con precisione la conclusione della storia. In “Angel Beats!“, purtroppo, non è così. Il finale non è semplicemente aperto, è frutto di un sadismo ingiustificato nei confronti del povero spettatore (tanto per cambiare). Riassumendo, dopo che Tenshi scompare e Otonashi muore disidratato per le troppe lacrime versate (o forse no?), *stacco* e ci ritroviamo nel mondo reale. Qui avviene il delitto. Qui il malefico atto. Sulla scena del crimine appaiono i due innamorati che dovrebbero non avere memoria l’uno dell’altra. Tenshi canticchia una canzone appoggiata al muro, Otonashi le passa davanti indifferente. Poi, di colpo, il ragazzo sembra riconoscere il motivetto e si gira, corre verso di lei e, mentre sta per toccarle la spalla… fine… schermo bianco… Maeda ride. Io no. Adesso capite perché ho un problema con questi finali? Perché lasciano troppi sviluppi a livello di trama incredibilmente differenti tra loro.

Nella vostra mente, magari, Otonashi tocca la spalla della ragazza, lei si gira, si riconoscono, limonano e vissero tutti felici e contenti.

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“Hai da accendere?”

Nella mia mente, Otonashi tocca la spalla della ragazza, lei si gira, lui la scippa e se ne va… se ne va! Capite la differenza?

Nella mia mente, Otonashi tocca la spalla della ragazza, lei si gira, lui le chiede:”Hai da accendere?“… Potrei andare avanti tutto il giorno.

Altra questione che cito ma mi astengo dall’approfondire è quella sul cuore dei due. Nel corso dell’anime scopriamo che Otonashi decide di donare i suoi organi prima di morire e durante gli ultimi minuti dell’opera, scopriamo che la ricevente del suo cuore è proprio Tenshi! Che romantico… Ora, quando la scena si sposta nel mondo reale, chi dei due non ha il suddetto organo? Elucubrazioni mentali di migliaia di spettatori. Maeda ride. Io no.

Altro mindfuck scaturisce dal finale alternativo di due minuti che ho citato all’inizio della recensione (ve n’eravate dimenticati, eh?). Alcuni lo reputano come una sorta di “episodio zero”, che porterà, tramite una gran quantità di smanettamenti cerebrali, alla situazione con cui si apre il primo episodio della serie; altri, lo considerano semplicemente un finale triste. Vi risparmio i dettagli, con un search su zio Google troverete pagine di materiale al riguardo.

In conclusione, vorrei sottolineare l’inutilità ai fini della trama della puntata bonus. Sinceramente, avrei preferito che fosse stata utilizzata per fare chiarezza su qualche aspetto dell’ambientazione o della trama non approfondito, oppure che il tempo impiegato per realizzare questo episodio, fosse stato impiegato da Maeda per temperare la sua dannata matita e scrivere più di 13 episodi.

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Purtroppo, continua a tornarmi alla mente questa pecca della durata che, secondo me, ha penalizzato moltissimo quest’anime. Si tratta, infatti, di un titolo con un incipit interessante e molti elementi che, se sviluppati a dovere, avrebbero potuto innalzare il livello qualitativo dell’opera di non poco. Invece, il tutto è stato concentrato, portando all’eliminazione di parti importanti della trama e lasciando molti temi, all’interno dell’anime, destinati a rimanere poco approfonditi o trascurati.

Siamo giunti alla fine dell’Angolo dello Spoiler. Spero di non avervi annoiato e che la recensione vi sia piaciuta. Mi farebbe piacere sapere cosa pensate dell’anime. Quindi, COMMENTATE e ricordatevi di seguirci sulla nostra pagina Facebook!

A presto, con un’altra recensione!

Claudio Montani

Studia Lingue e Civiltà Orientali alla Sapienza di Roma. Sommelier di meme che nel tempo libero pratica powerlifting e tenta di far aderire il suo equilibrio psicologico all'immagine di una placida campagna primaverile.