Rainbow Six Siege recensione

Ubisoft prova la strada degli Sparatutto tattici a tema terroristi contro counter terroristi. Scoprite come è andata nella nostra recensione.

Per tutti coloro che hanno vissuto l’epoca d’oro degli sparatutto tattici su pc si ricorderà sicuramente il nome Rainbow Six insieme ad altri titoli come Operation Flashpoint e Arma. Il brand nato nel 1998 ha mantenuto salde le sue origini facendo uscire nel corso degli anni titoli validi nel suo genere fino all’ultimo Rainbow Six Vegas 2 risalente al 2008. Poi più nulla. Sembrava che la serie fosse stata totalmente accantonata da Ubisoft in favore di altre, fino al quando nell’inverno del 2011 viene annunciato Rainbow Six Patriots che sembrava riportare alla luce il nome del gioco portandolo sulle attuali console. Cosa poi mai avvenuta, dato che il gioco venne cancellato e dalle sue ceneri nacque Siege, che cambia totalmente meccaniche di gioco. Abbandonata la campagna singolo giocatore, vero pilastro dell’esperienza Rainbow Six, in favore del solo multigiocatore competitivo.

Pronti a fare irruzione?

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Ma quindi cos’è Rainbow Six Siege in poche parole? Semplice, per chi conosce un po il mondo del e-sports su Pc saprà certamente di Counter-Strike dove praticamente vi sono due squadre divise in terroristi e contro-terroristi e quest’ultimi hanno il compito di difendere degli obbiettivi nevralgici che i terroristi vogliono far esplodere. Il tutto condito con un rientro a fine round per rendere l’esperienza molto più ragionata e tattica, dato che si avrà solo una vita a disposizione.

Ebbene Rainbow Six Siege è la stessa identica cosa di Counter-Strike ma con l’aggiunta di qualche caratteristica in più, non sempre del tutto funzionale.

Se si partirà come attaccanti dovremmo trovare gli obiettivi utilizzando una sorta di micro macchine radiocomandate che ci permetteranno di identificarli. Se invece si partirà come difensori il nostro scopo ad inizio round sarà quello di fortificarsi, utilizzando spesso le abilità dei personaggi scelti, per resistere all’attacco e difendere l’obiettivo.

Dopo la prima fase del round si avrà inizio all’azione vera e propria dove saranno fondamentali la coordinazione di squadra e una buona mira per conquistare la vittoria.

In fondo è tutta questione di classe

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L’interessante caratteristica di Siege è sicuramente la possibilità di attrezzarsi al meglio sia in attacco che in difesa, avendo come base di partenza la scelta del personaggio da utilizzare. Se vogliamo essere corazzati e ben protetti sicuramente sceglieremo un assaltatore con scudo ed armatura rinforzata che avrà come malus quello di essere lento ed equipaggiato solo con una pistola. Per essere veloci dovremmo avere un’armatura più leggera ed essere quindi più esposti, ma con un arsenale più fornito. Le caratteristiche di classe non si limitano alla sola armatura ma anche hai gadget che si possono utilizzare per rinforzare le difese oppure come cariche a termite per passare attraverso le pareti più resistenti.

Bisogna dire che non tutte le classi sono proprio bilanciate: alcune sono più forti di altri, mentre alcuni sanno essere davvero inutili al fronte del gameplay vero e proprio.

Valido ma povero di contenuti

Giocare a Rainbow Six Siege convince. Il gioco sa essere coinvolgente se vi è la giusta coordinazione tra i membri della squadra. Oltretutto la distruttibilità ambientale apre ottime tattiche di manovra e ciò rende avvincenti gli scontri, aiutati anche da un solido gunplay.

Il problema insorge quando si capisce che il gioco è tutto qui. Partite multigiocatore su poche mappe piccole e in buona parte davvero poco ispirate da uno scarso level design, che fanno rimpiangere la qualità delle mappe più solide e variegate di Counter-Strike ad esempio.

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In breve quello che si sente davvero tanto è la mancanza di grandi contenuti. Inoltre la totale mancanza di qualsivoglia campagna giocatore singolo non fa altro che abbassare ancora di più l’asticella contenutistica.

Tanto da distruggere ma poco da ammirare

Altro difetto del titolo è una qualità visiva davvero altalenante. La versione Playstation 4 da me testata gira a 1080p con 60fps molto solidi per tutta la durata delle partite. Certo qualche incertezza c’è sopratutto nelle esplosioni,  o dove vi è molto trambusto. In quei casi il gioco opta un vsync adattivo per gestire al meglio la situazione dove l’unico difetto è un leggero tearing nella parte alta dello schermo.

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Quello che non convince è la qualità visiva, dove texture a bassa risoluzione e modelli poligonali non dettagliati stonano con una qualità invece davvero ottima dei personaggi. Inoltre è davvero un peccato vedere che mancano totalmente luci dinamiche che sarebbero state molto gradite in un gioco con mappe piccole dedicati agli scontri ravvicinati.

Anche il cavallo di battaglia del gioco, ovvero la distruttibilità ambientale non è del tutto convincente. Molti muri non possono essere danneggiati e questo lascia un po di amaro il bocca.

Attacca e Difendi: il verdetto

Siege è un buon prodotto ma la mancanza di contenuti e la presenza di alcune incertezze sia sul lato tecnico che sul lato del gameplay lo rende un titolo valido, ma nulla di più. In breve Siege sa tanto di occasione sprecata.

VOTO: 7,5

 

Valerio Aversente

Cultore videoludico fin dalla giovane età. Nato a pane e Final Fantasy mentre faceva due spari anche su DOOM. Reputo il videogame la nuova forma di arte interattiva, solo il tempo mi darà vera ragione al riguardo. Sculaccia Pinguini su commissione, previo pagamento anticipato.Tidus amerà per sempre la sua Yuna.