Manga Rainbow la nostra recensione

La nostra recensione sul manga “Rainbow”

Il manga “Rainbow”,  realizzato da George Abe e dal disegnatore Masasumi Kakizaki, mostra un Giappone uscito da poco dal secondo conflitto mondiale e trafitto dalla disperazione, dalla distruzione e dalla fame. I protagonisti della storia sono sette ragazzi sbandati che, colpevoli di diversi reati, vengono rinchiusi in riformatorio dove sono vittime di umiliazioni e maltrattamenti. Lì, tra quattro mura fredde e impregnate di urla e di dolore, i giovani ritrovano valori quali l’amicizia, la solidarietà e il coraggio.

rainbow 1

Devo dire che il manga non mi ha colpito particolarmente. La dura realtà raccontata è fin troppo nota, così come le dinamiche ad essa connesse. Interessante è però, a mio avviso, la diversità e la caratterizzazione psicologica dei personaggi. Ognuno di loro ha un passato e un modo di agire coerente con la propria indole. Tra loro il più enigmatico è sicuramente Rokurota Sakuragi, chiamato dagli altri ragazzi “Fratellone”. Il reato che lo ha condotto in quel luogo infernale sembra essere svelato verso la fine, ma al riguardo l’autore lascia molti punti interrogativi e un alone di mistero che spinge sapientemente il lettore all’acquisto dei volumi successivi. Inoltre, ho apprezzato la parte che vede protagonista Jou Yokosuka, soprannominato dagli altri membri del gruppo “Joe”. Egli tenta la fuga dal riformatorio per andare dalla sorella minore in orfanotrofio prima che questa venga adottata da un depravato. Una volta trovata, però, la ragazzina non accoglie il fratello con affetto, bensì lo respinge, consapevole del destino che la attende e conscia di non poter aspettarsi di meglio dalla vita. In questo caso ho davvero gradito l’intenzione dell’autore di mostrarci in tutta la sua crudezza e spogliata da buonismi di ogni sorta, l’ingiustizia di una situazione che vede i deboli soccombere al male che li circonda.

Per quanto concerne i disegni, devo dire che ho trovato interessante e coerente la scelta del mangaka Masasumi Kakizaki di usare uno stile cupo e graffiante che crea un sodalizio perfetto con le scene narrate, trascinando il lettore nell’orrore vissuto dai protagonisti. Le vignette inoltre sono chiare, leggibili e dall’andamento equilibrato.

rainbow 2

Concludo che per chi fosse interessato l’opera, edita dalla casa editrice Planet Manga, è riservata esclusivamente ad un pubblico adulto.

VOTO: 7  

Giulia Aversente

Appassionata di arte, amante di fumetti, affamata di libri e divoratrice di film...