No Escape – Colpo di Stato [Recensione]

Devo dire che sono rimasta particolarmente insoddisfatta da No Escape – Colpo di Stato, un film a mio parere insipido e privo di quell’esplosività che dovrebbe caratterizzare una pellicola d’azione.

Del resto il regista, John Erik Dowdle, già con il suo precedente Necropolis ci aveva mostrato il maldestro tentativo di creare un horror inusuale e ricco di simbologie, nonostante il risultato finale fosse stata la creazione di un film inizialmente accattivante per poi perdersi nel baratro del surreale e dei nessi irrealistici.

E stavolta Dowdle ci ha riprovato con una pellicola sì di violenza eppure capace di mostrarci l’altra faccia della medaglia, il volto di un’America che non sempre può dominare il mondo…

La trama

Jack Dwyer (Owen Wilson) è un ingegnere statunitense che lavora per un’azienda che costruisce e mantiene acquedotti. Riesce ad inventare una particolare valvola, ma l’affare non va in porto. Le difficoltà economiche dell’azienda lo portano a trasferirsi in un paese della Thailandia con la sua famiglia per occuparsi di un acquedotto.

Quello che purtroppo non sa è che di lì a poco dei ribelli, che hanno come obiettivo quello di rovesciare il governo e allontanare gli occidentali, cominciano una sanguinosa rivoluzione per le strade.

Inizia così per l’ingegnere una fuga estenuante per tentare di salvare se stesso e la sua famiglia dai sui aguzzini che sembrano non aver nessuna intenzione di fare prigionieri.

La situazione di pericolo da cui fugge Jack Dwyer sembra in effetti richiamare il contesto vissuto dai protagonisti nell’adrenalinico film Man in Dark (per leggere la recensione cliccate qui)

No Escape: il terrore negli occhi della famiglia vessata..

Un thriller serrato

No Escape – Colpo di Stato ha dunque sicuramente il pregio di mostrare come all’estero possa essere considerata  l’America e gli americani: come un popolo che prevarica, che sfrutta i paesi più poveri per il proprio tornaconto nonostante la nomea di nazione salvatrice del mondo, il tutto ovviamente supportato da una formidabile potenza economica e da un patriottismo sfrenato.

Tuttavia il film in sè mi è parso in definitiva banale e pieno di cliché: la fuga infinita dei protagonisti, le scene claustrofobiche e il salvifico incontro con uno dei più amati 007, Pierce Brosnan, che accorre proprio nel momento in cui per la sfortunata famigliola le cose volgono per il peggio, danno  l’idea di un film costruito a tavolino, depauperato della spontaneità e della forte immedesimazione emotiva che dovrebbe caratterizzare ogni buon thriller.

No Escape: Pierce Brosnan in una scena del film

Conclusioni

Mi sento di sconsigliare la visione di No Escape – Colpo di Stato che pur mostrando la nazione Americana come il nemico da sconfiggere, discostandosi in questo dagli altri film che ne magnificano la potenza in tutto il mondo, risulta una pellicola di sola violenza che non rimane in definitiva impressa allo spettatore.

Voto 6/10

Cliccate qui per vedere il trailer in italiano di No Escape – Colpo di Stato!

Irene Sciamanna

La passione per il cinema e la lettura mi hanno accompagnata fin dalla tenera età regalandomi forti emozioni e aiutandomi nel percorso di crescita emotiva e personale.