La nuova serie creata da Hiromu “La leggenda di Arslan”

L’atteso ritorno dell’autrice di Full Metal Alchemist con “La leggenda di Arslan”

Hiromu Arakawa torna con “La leggenda di Arslan”. Dopo lo straordinario successo di “Full metal Alchemist” la nota autrice si cimenta in un manga di ambientazione storica.

Il protagonista è Arslan, figlio di Andragoras, re di una potente e ricca città. A differenza del valoroso padre, il giovane non è del tutto incline alle armi. Raggiunta l’età di 14 anni si trova suo malgrado a combattere la sua prima battaglia dove a fronteggiarsi ci saranno l’invincibile esercito di Pars e quello della Lusitania comandato da un misterioso uomo mascherato. Convinti di vincere facilmente, i cavalieri di Andragoras si troveranno però di fronte a qualcosa di inaspettato e oscuro.

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Devo dire che in generale ho apprezzato questo manga dal respiro medievale. La storia riesce a catturare l’attenzione invogliando a proseguire nella lettura.

I personaggi purtroppo non sono molto innovativi dal punto di vista caratteriale ma comunque risultano piuttosto credibili e in linea con gli stilemi dell’epoca.

Il giovane protagonista è un principe dall’animo sensibile e acuto, cresciuto con una madre fredda e un padre assente dedito più all’arte della guerra che a crescere l’erede.

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Egli risiede assieme alla corte nell’opulenta capitale reale Ecbatana. Città situata al centro della grande via continentale e quindi luogo dove giungono le merci da ogni dove alimentando e arricchendo gli abitanti. La popolazione infatti non conosce fame e conduce una vita agiata e civilizzata lasciando i lavori più umili e faticosi ai gholam, ossia gli schiavi. Quest’ultimi sono spesso guerrieri nemici sconfitti e venduti come oggetti per essere sfruttati. Uno di loro nel tentativo di riacquistare la libertà, è protagonista di una fuga rocambolesca attuata prendendo come ostaggio lo stesso principe Arslan, poi successivamente tratto in salvo.

Fuori dalle rotte commerciali troviamo la Lusitania, un terra più povera dove gli abitanti adorano un dio chiamato Yaldabaoth. Quest’ultimi riprendendo l’ideologia della guerra santa finalizzata a sconfiggere e uccidere tutti gli infedeli che professano altri culti. 

Per quanto concerne i disegni devo dire che apprezzo la linea pulita e chiara tipica dell’autore ma non ho gradito il fatto che i personaggi rispecchiano fisiognomicamente quelli di “Full Metal Alchemist”. Questo vuol dire o che Hiromu ha voluto omaggiare la storia che gli è valsa la fama oppure denota una sua incapacità di distaccarsi da certi canoni già studiati.

Comunque le scene sono dinamiche e ben studiate e riescono a catturare l’attenzione coinvolgendo chi legge nelle vicende e nelle emozioni dei personaggi.

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Concludo dando una valutazione complessiva del primo albo di questa nuova serie a cadenza bimestrale, augurandomi che la storia regali ai lettori sviluppi futuri interessanti e mai banali.

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VOTO: 7  

Giulia Aversente

Appassionata di arte, amante di fumetti, affamata di libri e divoratrice di film...