KING OF TOKYO: La Furia dei Mostri!

Ciao a tutti! Sono Ale Friend, e mi unisco alla ciurma di RdN in qualità di divulgatore di Giochi da Tavolo.

Il moderno mondo dei boardgame è stato sfiorato sicuramente da tutti: basti dire Taboo, Dungeons&Dragons, Magic: the Gathering o piuttosto Risiko. Alcuni di voi forse hanno anche conosciuto Munchkin e Bang, come titoli moderni.

Quello che però in pochi sapranno è che il mercato dei boardgame è vivissimo tuttora, e sforna 1000 e più titoli all’anno, offrendo anche un pantheon di autori e progettisti di eccezionale bravura – grazie ai quali possiamo veramente godere di opere di altissimo livello.

Insieme tracceremo dunque un percorso per conoscere questo mercato editoriale estremamente dinamico e affascinante; non indugio oltre e entriamo nel vivo!

KING OF TOKYO – La Furia dei Mostri è un gioco di Richard Garfieldaka Mr. Magic: the Gathering (no, dico… B-) ) che vede da 2 a 6 giocatori nei panni di mostri giganti.

E cosa fanno i mostri giganti? Ovvio, mettono a ferro e fuoco la capitale giapponese!

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Ogni giocatore ha un proprio mostro, uguale nelle caratteristiche, e deve dimostrare di essere il vero mostro alpha, scegliendo fra due strade: essere il primo a totalizzare 20 Punti Vittoria (“Sono il mostro più famoso!”) oppure restando in piedi per ultimo (“E’ la legge della giungla!”). Entrambi i punteggi si conteggiano con le rotelle presenti sulla scheda del proprio mostro.

Per concorrere all’obiettivo, i mostri avranno a disposizione dadi, carte e sganassoni a palate.

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Vediamo velocemente come funziona!

Al proprio turno ogni giocatore lancia i 6 dadi giganti. I risultati dei dadi possono conferire Punti Vittoria immediati, Attacchi, Guarigioni o Energie; in base a ciò che si vuole fare si possono mettere via dei dadi a scelta, e fare fino a due rilanci con i rimanenti. In sostanza, abbiamo tre tentativi per avvicinarci al nostro lancio ideale… ma dovremo essere scrupolosi e fortunati!

Guarendoci potremo durare di più; raccogliendo Punti Vittoria ci avvicineremo a una vittoria matematica ma saremo meno offensivi, mentre accumulando Energie potremo guadagnare quei cubetti trasparenti fighissimi con cui acquistare le mosse speciali. E allora inizieremo a corazzarci, volare, sputare veleno o raggi fotonici dalla bocca!

Le carte hanno anche uno stile molto fumettoso che strizza l’occhio ai cliché dei monster movie: esempi imperdibili sono Lanciare un treno, Lo stiamo solo rendendo più forte Oh no! Aveva un figlio!

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Carte sempre più potenti ci permetteranno di creare sempre più disastri intorno a noi; ma attenzione! Qualsiasi mostro durante il suo turno potrà scartare appena 2 energie per scartare tutte le carte acquistabili al momento, di solito con ruggiti furiosi del mostro che avrebbe giocato dopo di voi (“Non permetterò che ti impossessi di quella!)

Parliamo infine della città di Tokyo, che dà anche il nome al gioco; i mostri possono trovarsi dentro Tokyo fuori Tokyo. I mostri fuori navigano acque più tranquille, giacché hanno la possibilità di curarsi e ogni loro attacco colpisce solo il mostro (o i mostri) dentro, come fosse un 1 v 1.

Decisamente più difficile invece è la situazione per i mostri dentro Tokyo. In primis infatti essi non hanno modo di curarsi: sono sotto il fuoco nemico e non possono pensare troppo a sé. Inoltre prendono in sequenza gli attacchi di ciascun mostro li aggredisca da fuori. Di converso però, i mostri dentro Tokyo hanno attacchi che potremmo definire AOE – ossia che colpiscono tutti i mostri circostanti, e hanno un sostanzioso premio in Punti Vittoria per ogni turno che iniziano dentro la città.

Stare dentro in sostanza è più rischioso, ma paga di più.  

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Il gioco dunque premia due volte chi sa ben scommettere; in primis attraverso i dadi, scegliendo fra quali tenere e quali rilanciare sperando in un risultato migliore; in secondo luogo su quanto si riesce a resistere dentro Tokyo. In qualsiasi momento infatti, se le ferite sono troppe, il mostro può cedere il posto al suo avversario – che si troverà volente o nolente accerchiato dagli altri.

Inutile dire che in base alle vostre carte potrete scegliere di abbandonare Tokyo per curarvi, oppure per mettere in mezzo un mostro indebolito e accelerarne la fine. 

Le cattiverie che si possono fare in questo gioco, anche con un sistema così semplice, sono molte e questo mette in mostra l’innegabile talento di Richard Garfield come Game Designer.

Spendo anche due parole per l’espansione King of Tokyo – Power Up. Questa imprescindibile scatolina ci porta un nuovo mostro (KUNG FU PANDA GIGANTE!!!) e le carte Evoluzione per ognuno dei 7 mostri: tali carte ci conferiscono poteri unici, rendendo finalmente i mostri caratterizzati ed asimmetrici! Così, il Kraken avrà poteri di iper-rigenerazione, Mecha Dragon avrà capacità offensive devastanti, Alienoid sconti e bonus nell’acquisto di tecnologie, ecc.

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King of Tokyo è acquistabile su amazon, e come avrete capito consiglio di prendere da subito l’espansioncina, che vi permetterà di aumentare di molto la longevità di questo titolo caciarone, immediato e dinamico.

KING OF TOKYO – ESPERIENZA LUDICA:

Questo titolo è perfetto per serate leggere e spensierate fra amici: giocato in due può durare anche venti minuti mezz’ora, mentre dai 4 in su i tempi si allungano – diciamo fra i 45 minuti e l’oretta. Più si è, più ci si picchia e più le scene che vivrete saranno memorabili. Lo consiglio dunque come cocktail game, o come chiudi serata assieme al gruppo e dopo una pizza. (A meno di non fare un torneo infatti non si coprirà una intera serata solo con questo titolo.)

Per i nostalgici, i poteri di Power Up ricorderanno le caratterizzazioni dei mazzi di Magic; asimmetrici, con differenti punti forti e molta voglia di provarli tutti. 

Volete in due righe sapere per quali scene vale la pena avere King of Tokyo?

Prima partita fra due coppie: i due fini gamer con le loro sofisticatezze strategiche e le rispettive ragazze. Mezz’ora dopo Tokyo era in fiamme e le due ragazze-gargantua si ergevano superstiti in città, aggredendosi e tirandosi i capelli.

Ecco chi è il vero alpha, sciocchi!

Provatelo e fateci sapere! 🙂

Alessandro

Appassionato di giochi da tavolo, blogger e divulgatore ludico. Il mio bagaglio formativo è incentrato sulle scienze umanistiche, con passione maggiore per filosofia, psicologia e apprendimento. Il mio approccio è fare del gioco da tavolo una palestra cognitiva e mentale.