Intervista a Flavia Biondi l’autrice de “La Generazione”

La nostra intervista a Flavia Biondi autrice de “La Generazione”, per la casa editrice Bao Publishing

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Flavia Biondi nasce a Castelfiorentino (FI) nel 1988. Dopo il diploma artistico e la laurea triennale presso l’accademia di Belle Arti di Bologna in Fumetto e Illustrazione collabora con varie etichette di autoproduzione. Nel 2012 insieme a sette colleghi “accademici” fonda l’etichetta Manticora Autoproduzioni che pubblica la sua prima antologia, “Sindrome”. Nel 2011 viene selezionata dal concorso Komikazen e inizia la collaborazione con la casa editrice Renbooks, per la quale realizza il suo primo volume, “Barba di Perle”. Con Manticora nel 2013 pubblica “Tenebre”, storia dalle tinte scure, realizzata insieme al collega Francesco de Stena. Nel 2014 esce per Renbooks “L’orgoglio di Leone”, graphic novel a tema LGBT. Nel 2015, per i tipi Bao Publishing, pubblica la graphic novel “La Generazione”.

Flavia benvenuta su “Roba da Nerd”. 

Lei è riuscita nell’ardua impresa di trasformare una sua grande passione in lavoro ritagliandosi uno spazio nel panorama editoriale italiano pubblicando prima con l’etichetta Manticora Autoproduzioni a seguire con la Renbooks e ora con Bao Publishing. Nel suo percorso formativo e professionale da quali autori è stata maggiormente influenzata?

Come molti lettori della mia generazione la mia adolescenza è stata principalmente influenzata dalla pila di Lanciostory che mio padre accumulava a casa nostra e dalle tonnellate di manga che razziavo in edicola sul tragitto per la scuola. Solo più tardi sono entrata in contatto col mondo dei grapich novel e senza alcun dubbio gli autori che maggiormente mi hanno influenzato a livello professionale sono stati Craig Thompson, Frederik Peeters e Gipi.

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Nelle sue opere è solita affrontare con sensibilità e profondità argomenti delicati, tra i quali il tema dell’omosessualità. A tale riguardo come sta vivendo l’attuale momento storico che vede, forse per la prima volta, l’opinione pubblica interessarsi alla realtà LGBT troppo a lungo ignorata e taciuta?

Francamente ho difficoltà ad essere concisa nel commentare la discussione che proprio in questi giorni ha luogo nel nostro Senato. Comunque sia se da un lato sono contenta che dopo anni di ritardo l’Italia si stia apprestando ad un cambiamento, dall’altro sono sconfortata dal modo in cui stanno procedendo le cose. L’impressione generale è quella di esser costretti ad accontentarsi delle briciole, quasi fossero un’amichevole pacca di incoraggiamento sulla spalla, quando invece poteva e doveva essere la giusta occasione di ottenere quei diritti che già molte altre nazioni hanno accolto da più di vent’anni.

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Parliamo del suo ultimo lavoro “ La Generazione”, come è iniziata la sua collaborazione con la nota casa editrice Bao Publishing?

La collaborazione con Bao per me è stata una vera sorpresa. Ho sempre nutrito una grande stima per il lavoro di questa casa editrice e quando mi contattarono chiedendomi di proporgli una storia ne sono stata davvero entusiasta. Poche cose mi hanno fatta felice come la possibilità di lavorare con loro.
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Nella suddetta opera lei indaga quel microcosmo di relazioni umane che ruotano attorno a ciascun individuo condizionandone inevitabilmente e in modo significativo la crescita personale ed emotiva. In tal senso può dirmi qualcosa sull’iter creativo che ha portato alla nascita e allo sviluppo della storia? Quanto di autobiografico è presente nelle situazioni rappresentate e nei tratti psicologici dei personaggi? Infine che valore ha per lei la famiglia, tema cardine attorno al quale ruota l’intera narrazione?

Ne “La Generazione” ci sono molti spunti autobiografici ma la vicenda raccontata non è la mia. Anche se tre zie così le vorrei adottare.
Quando ho iniziato a lavorare alla storia ero da poco diventata zia e da poco avevo perso mia nonna a cui è dedicato il libro. Avevo il desiderio di trasmettere la sensazione che avevo avuto in quell’ultimo anno, la sensazione di aver finalmente avuto coscienza di appartenere al racconto di un percorso più lungo del mio soltanto. Matteo, il protagonista della storia intraprende una strada tesa a renderlo più responsabile e consapevole della vita che lo circonda. I suoi passi non sono stati i miei, ma molte delle sue emozioni rispecchiano cose che ho vissuto. Quindi quello che è il mio pensiero riguardo la famiglia, beh, è ampiamente già scritto nel libro.

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Concludiamo ringraziando Flavia Biondi per la disponibilità e la cortesia augurandole un cammino professionale ricco di soddisfazioni e riconoscimenti. Da ultimo vorrei chiederle, può regalare ai lettori solo una piccola anticipazione riguardo il suo prossimo progetto?

Al momento sto disegnando una storia scritta da Brian Freschi per la nuova antologia che uscirà fra qualche mese per Manticora il gruppo di autoproduzione con cui collaboro. Nel mentre spero di riuscire a mettere insieme i pezzi di una nuova storia su cui sto faticando, ma è ancora presto per parlarne. Spero di avere idee più chiare fra un po’!

Intervista realizzata via mail e conclusa il 23 febbraio 2016

Per leggere la nostra recensione su “La Generazione” cliccate qui.

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Giulia Aversente

Appassionata di arte, amante di fumetti, affamata di libri e divoratrice di film...