Incontri col Gioco d’Autore – Seconda puntata

Eccoci ritrovati nella seconda parte della rubricaIncontri col Gioco d’Autore“. E’ passato un po’ dal primo articolo dedicato a questa rubrica. Se l’avete perso, QUI andate nella prima parte riguardante LETTERE DA WHITECHAPEL, titolo made in italy davvero divertente da giocare in compagnia.

Parliamoci chiaro, il mondo dei Giochi da tavolo non è il mio settore, quindi non linciatemi se non uso i corretti tecnicismi o roba del genere. Questa rubrica è nata, principalmente, grazie all’aiuto di Alessandro, creatore del blog Le Parti e Il Tutto . E’ grazie a lui che sto seguendo questo percorso volto a introdurmi a questo mondo vastissimo. In questa rubrica, come detto anche nel precedente articolo, punto a consigliarvi e a darvi impressioni riguardo i titoli che più mi sono piaciuti durante alcune di queste serate ludiche.

Accennerò in minima parte il regolamento.

In questa seconda parte, andrò a parlarvi di un gioco da tavolo che mi ha incuriosito molto già dal genere semicooperativo postapocalittico. Sto parlando di Dead Of Winter, gioco ricco di non morti e altre sfortune varie! Andiamolo a vedere insieme!

dead of winter 03 RdN

Dead Of Winter

Gli autori di Dead of Winter sono Isaac Vega e Jonathan Gilmour. Un gioco che ho apprezzato dall’inizio alla fine. Categoria di tipo American semi-cooperativo.

Diciamocelo subito, i zombie rappresentano una delle tante minacce in questo mondo post-apocalittico, c’è da dire che questi sono tanti, a volte anche troppi. Il gioco va dai 3 a 5 giocatori. Ho avuto l’opportunità di giocarlo in full 5 giocatori. E’ stata un’esperienza davvero interessante.

Lo scopo di questo gioco, come nella maggior parte dei film e serie tv aventi come pericolo i non morti, è quello di sopravvivere all’interno della colonia. Il tutto recuperando risorse quali: carburante, cibo, medicinali ecc… Come detto in precedenza, essi non sono l’unico pericolo in Dead Of Winter. Il nome dice tutto, c’è un costante inverno che ha colpito il posto dove si sono rifugiati i nostri protagonisti. Oltre ai non morti, il freddo sarà uno dei principali pericoli.

All’inizio del gioco, si prende casualmente da un mazzo di carte il cosiddetto Obiettivo Comune. Questo, è l’obiettivo che deciderà la sorte della partita. Alla fine dei turni di gioco, se tutti i giocatori avranno soddisfatto tutti i requisiti dell’obiettivo,più quello dell’obiettivo segreto, che ora andremo a vedere, il giocatore avrà vinto e avrà battuto il gioco.

L’obiettivo segreto sarà quello che ogni giocatore riceverà, ognuno diverso dall’altro. Se soddisfiamo questo si otterrà la vittoria. Un esempio dell’obiettivo segreto può essere:

  1. Completa l’obiettivo comune
  2. A fine partita, rimani con almeno 1 carta carburante in mano

La cosa che ho apprezzato molto è che tra queste carte Obiettivo Segreto, è presente anche un obiettivo “Traditore“. Se otterremo questa carta, dovremmo agire in modo completamente diverso dagli altri giocatori, cercando di rovinare la partita senza destare sospetti. Dato che nessuno di noi conosce l’obiettivo degli altri, si andrà avanti sempre con il sospetto di un possibile boicottaggio da parte di uno dei giocatori.

Io posso non essere il traditore, ma una mia azione può destare sospetto agli occhi di qualcun altro. E’ possibile, tuttavia, che tra tutti e 3/4/5 giocatori non sia presente un traditore. Questo però, si può scoprire solamente a fine partita.

E’ possibile esiliare un giocatore. Se io penso che A sia un traditore, posso avanzare la proposta di voto per mandarlo in esilio. Se questa viene approvata, il giocatore dovrà contare solo su se stesso. Ma ripeto, è possibile che il giocatore esiliato non sia il traditore. Ecco perché questo continuo guardarsi alle spalle e stare attento a quello che si fa, rende più interessanti le cose.

Una funzione che ho amato un sacco è quella delle Carte Crossroads. Queste non fanno altro che aggiungere della storia o, per meglio dire, sottotrama al gioco. Quando arriverà il nostro turno, il giocatore alla nostra sinistra dovrà prendere una carta dal mazzo Crossroads, solo lui dovrà leggerla. Questa carta riguarda noi e si attiva solamente se facciamo alcune mosse che sono presenti tra i requisiti di quest’ultima. Noi non possiamo sapere i suddetti requisiti, quindi è possibile anche che la carta non si attivi perché non abbiamo soddisfatto i vari punti.

Le Crossroads raccontano dei piccoli avvenimenti che, quasi sempre, hanno noi come protagonisti. Alla fine di questi racconti brevi, la carta ci metterà davanti a delle scelte, 2 in particolare. Un esempio:

Scelta A:

Uccidi la coppia sopravvissuta davanti a te per prendere 2 scorte di medicinali e 2 di carburante.

Scelta B:

Lascia andare la coppia e torna nella colonia a mani vuote.

Una cosa che ho molto apprezzato è stata la presenza di una moltitudine di personaggi, ognuno con la sua abilità speciale. Potremo, addirittura, usare un cane e equipaggiargli un’arma. Assurdo e divertente allo stesso tempo. Sono presenti i dadi, importantissimi per il movimento dei personaggi. Il dado Rosso invece, serve per definire se subiamo danno o meno durante uno spostamento o combattimento.

dead of winter 02 RdN

In conclusione, Dead Of Winter mi è piaciuto davvero tanto. E’, in tutti i sensi, una corsa contro il tempo per battere il gioco, che ci vuole morti. Sopravvivere non è mai stato così difficile. E’ bello vedere come, in questo gioco da tavolo, siano presenti tutti i “cliché” dei classici film horror a tema zombie. Dalle belle e sofisticate ragazze fino all’uomo cazzutissimo con delle abilità fortissime. Alcune ispirazioni vengono anche dalla famosissima serie chiamata The Walking Dead! Insomma, c’è praticamente di tutto.

Quello che più ho apprezzato però, è il rapporto di sfiducia che si crea tra i giocatori. Sembrerebbe un controsenso detto così ma pensateci bene: il gioco punta a non fidarti dell’altro perché possibile traditore. Se il risultato è guardarsi sempre le spalle e pensare quasi sempre a se stessi, a mio avviso è un obiettivo riuscito. Certo, non è che per l’intera partita uno può giocare da solo, ma, in ogni caso, l’osservare gli altri per scoprire se è presente un traditore o meno, mi è piaciuta molto come atmosfera.

Il gioco in sé, è cattivissimo. Se non ti punisce una cosa, ti punisce un’altra. E’, in tutto e per tutto, un gioco di sopravvivenza. Se i non morti non ti uccidono, può farlo il freddo, se non può farlo il freddo, possono farlo gli altri giocatori o, addirittura, il morale.

Che dire, giocare a Dead Of Winter mi ha fatto davvero piacere. Se siete amanti dei semicooperativi post apocalittici, questo è il gioco che fa per voi!

Dead of Winter Board

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Emanuele Mancini

Amante del mondo videoludico, di cinema e Serie TV a 360 gradi. Coltivo queste grandi passioni nel mio tempo libero, sempre in cerca di novità. Videogiochi e film: nuova arte!