Recensione sulla graphic novel “Il ballo”

La nostra recensione sulla graphic novel targata Tunuè “Il ballo”

Con la graphic novel “Il ballo“, la Tunuè ci porta indietro nel tempo nel 1967 in Portogallo nel periodo in cui il governo, retto dalla dittatura di Salazar, era in fermento per l’imminente viaggio del Papa che avrebbe in qualche modo appianato i rapporti, fino a quel momento conflittuali, con la Santa Sede. Per garantire la buona riuscita della visita, si attuarono delle azioni volte a soffocare presunte voci circa fenomeni paranormali o attività profane nel Paese.

Il protagonista della storia è il poliziotto Rui Bras, inviato dall’arcidiocesi ad indagare sulla situazione di un villaggio sperduto dove sembra aleggi una strana minaccia. Giunto nel luogo viene condotto alla presenza del parroco, Padre Ben, che gli mostra un evento sconvolgente: durante le notti di luna piena i morti emergono dal mare e devastano il paese in cerca dei viventi per divorarli o trascinarli nell’abisso con loro. Dietro a questo fatto terribile, l’ispettore scoprirà però una verità ben più dolorosa e sconcertante.

Devo dire che nel complesso ho apprezzato questa graphic novel. L’artista Joana Afonso ha svolto un buon lavoro creando la giusta atmosfera e costruendo tavole armoniche e d’impatto. I disegni, infatti, sono ben realizzati e lo stile si adatta perfettamente alle scene. La colorazione è curata e riesce a dare spessore e forma al disegno sottostante.

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Per quanto concerne la storia, invece, devo dire che l’autore Nuono Duarte avrebbe dovuto coinvolgere e guidare il lettore in modo più chiaro ed efficace nella comprensione dei contenuti. Infatti alcune parti necessitavano, a mio avviso, di maggior spazio per essere sviluppate ed elaborate al meglio. Avrei gradito altresì un maggior approfondimento sui tratti psicologici e sul passato dell’ispettore, solo vagamente accennato da alcuni flashback e dialoghi. Inoltre, il colpo di scena finale, per quanto toccante e commovente è, a livello narrativo, un po’ debole e inconsistente.

Comunque, ho apprezzato l’intento di soffermarsi più sulle vicende interiori dei personaggi che sull’aspetto puramente horror, il quale fa solo da sfondo all’intera vicenda, senza risultare troppo invadente e soffocante.

Infine, ho trovato davvero interessante l’inserimento nel volume dei processi di costruzione del progetto editoriale. Infatti il lettore appassionato come la sottoscritta si trova a scorrere con piacere il materiale raccolto e studiato dagli autori, che comprende: fotografie, studi dei personaggi, disegni preliminari, una tavola di sceneggiatura, il layout di tre tavole e le copertine delle edizioni portoghesi.

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Nel complesso, comunque, “Il Ballo” resta un prodotto valido e gradevole, ambientato in un momento storico particolare che incuriosisce e fa riflettere.

Per concludere vorrei ricordare che la graphic novel è disponibile QUI!.

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Giulia Aversente

Appassionata di arte, amante di fumetti, affamata di libri e divoratrice di film...