Hands On “Gwent: The Witcher Card Game” – A few rounds of Gwent?

Tutti coloro che hanno giocato a The Witcher 3 si sono fermati almeno una volta a fare una partita a Gwent, un minigioco di carte che ha avuto un successo sorprendente e imprevisto, tanto da convincere la CD Projekt a svilupparne un titolo stand alone.

Con l’inizio della Closed Beta abbiamo avuto modo di provare il prodotto dello studio polacco, riuscirà ad essere accattivante anche fuori dalle avventure dello strigo?

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Il Gwent è un gioco di carte che simula una battaglia tra due eserciti, con delle regole basilari. Due giocatori si sfidando su un tabellone diviso in 3 fila che stanno ad indicare la posizione in campo delle truppe: armi d’assedio, arcieri o prime linee, e giocando a turno le carte dalla mano andremo ad aumentare la forza delle rispettive fila, che sommate danno il totale di forza del nostro esercito; oltre alle carte unità vi sono anche delle carte speciali che agiranno direttamente sul terreno di gioco, rimuovendo per esempio l’unità più forte in campo, oppure simulando una pioggia torrenziale che renderà molto meno prestanti le carte piazzate sull’ultima fila di entrambi gli schieramenti. Ogni giocatore possiede una mano di 10 carte, che in fase di pesca iniziale potrà decidere di sostituire fino ad un massimo di 3 volte, quindi la partita si svolge a turni alterni fino a che un giocatore decide di passare, lasciando la possibilità di mettere in tavola carte solo all’avversario, quindi quando anche questo passa si conta chi ha la forza maggiore e gli si assegna la vittoria del round. La partita termina alla meglio dei tre round.

Viene facile pensare che l’ultimo giocatore a passare abbia vita facile nel vincere, ma bisogna sottolineare che alla fine di ogni round pescherete solo una o due carte, a seconda del proseguo della partita, e diventa quindi fondamentale saper gestire al meglio la propria mano per massimizzare il potenziale offensivo del mazzo, la strategia quindi diventa portante nella tempistica delle giocate, ci è capitato più di una volta di vedere sfumare una vittoria sotto il naso per una giocata troppo impulsiva o mal calcolata.

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Non manca ovviamente la componente di Deck Building, esistono infatti 4 tipi diversi di fazioni, che possiedono carte uniche e un proprio stile di gioco: i Regni del Nord fanno molto affidamento sulla capacità di avere una tipologia di truppe elitarie in campo, mentre i predatori delle Isole Skellige accumulano forza di round in round, rimettendo in gioco unità potenziate dal cimitero e indebolendo quelle dell’avversario, altre dinamiche ancora appartengono al mazzo dei Mostri o a quello degli Scoia’tel, ed è già in sviluppo l’Impero Nilfgaard, che andrà ad aggiungersi prossimamente.

Giocando e vincendo accumuleremo quindi la valuta interna, con la possibilità di aprire un mazzo di carte e aggiungerle ai nostri mazzi originari, oppure possiamo pagare denaro reale per velocizzare il processo. Dobbiamo dire tuttavia che nonostante quest’ultima possibilità non ci è parso di vedere una deriva “Pay to Win” del titolo, che, grazie ad alcuni obblighi nella costruzione del mazzo, mitiga molto la possibilità di ottenere una combinazione di carte troppo competitiva, un riguardo che gli addetti ai lavori hanno sapientemente instillato durante lo sviluppo. Altra meccanica interessante per ovviare alla fortuna quando “sbustiamo” i pacchetti virtuali, è quella di poter creare a nostra volta le carte che ci servono, attraverso una risorsa che accumuleremo parallelamente, permettendo così una costruzione ancora più oculata delle strategie che abbiamo intenzione di applicare.
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Rispetto al gioco interno a The Witcher, Gwent: The Witcher Card Game risulta quindi molto più profondo e strutturato, la necessità di bilanciare le carte e le abilità connesse porta ad un titolo più competitivo e ragionato, che fa dell’esperienza e dell’oculatezza i suoi punti forti, possiamo però dire che questo non ne compromette la godibilità. Una partita non dura più di 15 minuti nei suoi momenti più intensi, e al momento non abbiamo ancora notato una strategia o una combinazione di carte dominante, certo sul forum ufficiale si stanno già creando correnti di pensiero su quali siano le combinazioni più efficaci, ma siamo fiduciosi che eventuali exploit saranno gestiti da CD Projekt prima del rilascio ufficiale del prodotto.

Nella sua versione finale inoltre, Gwent: The Witcher Card Game, dovrebbe precedere anche una modalità storia con la quale interagiremo similarmente a quanto visto in The Elder Scroll: Legends, permettendo quindi di godere, e ottenere benefici, anche al di fuori delle meccaniche multiplayer.

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A noi la prova su strada è piaciuta, le partite rapide e sul filo del rasoio, la sensazione di vittoria o sconfitta che può mutare improvvisamente e le nuove meccaniche inserite rendono più accurato lo svolgimento del gioco, senza però snaturarlo della sua idea originaria.

Il titolo sarà disponibile per PS4, Xbox One e PC anche se non è ancora stata confermata una data ufficiale.
Se volete registravi per la Closed Beta (solo per PC e Xbox One) potete cliccare a questo link

LordStriker

Uomo di mondo nato alla fine degli anni 80, annovera tra i suoi interessi viaggiare, storia rinascimentale, cinema e boardgame, ma la vera passione è quella per i videogiochi. Iniziata sulle polverose tastiere di un Amiga A500 prosegue indisturbata da allora, bruciando neuroni in quantità industriale e regalando miriadi sogni ad occhi aperti