Recensione de “Gli equinozi”di Cyril Pedrosa

La nostra recensione sull’opera “Gli equinozi” edita dalla Bao Publishing

Cyril Pedrosa, artista francese di fama internazionale, dopo il grande successo ottenuto dall’opera Portugal, premiata al festival di Angouleme nel 2012, ci offre il suo nuovo capolavoro, ugualmente edito dalla Bao publishing e intitolato “Gli Equinozi”.

Raccontare l’ordinario fluire della vita

gli-equinozi-recensione

Questa graphic novel, frutto di un intenso lavoro durato tre anni, si divide in quattro capitoli che seguono l’alternanza delle stagioni. Dall’autunno all’estate ogni sezione ha una sua identità grafica ben definita che attraverso il segno, i colori e le atmosfere richiama i cambiamenti climatici che accompagnano le vicende e gli umori dei personaggi.

Nel racconto c’è più di un protagonista(a cui sono legate diverse comparse) ognuno con una propria storia, un dramma, un sogno, una speranza, un rimpianto, una delusione, e tutti accomunati da un profondo senso di smarrimento e solitudine che è un po’ il filo conduttore con cui l’autore intreccia le varie esistenze creando una trama impalpabile ma interessante lungo la quale i personaggi si sfiorano senza mai toccarsi veramente.

Non sussiste un autentica struttura narrativa, più che raccontare ci si sofferma sull’osservazione di scene di vita contemporanea dove i personaggi  dialogano, discutono, restano in silenzio, si confrontano, tutti colti nel loro fluire semplice e ordinario.

Alle tavole disegnate si alternano pagine di solo testo nelle quali l’artista, attraverso l’uso di un linguaggio eclettico, nostalgico e  poetico, arricchisce i contenuti e in un caleidoscopio di riflessioni esplora gli animi dei personaggi conferendo loro un‘identità frammentata da ricomporre.

I personaggi

gli-equinozi-recensione-fumetto

Durante la lettura incontriamo Camille, una ragazza disoccupata che scruta il mondo intorno a sé e tramite l’occhio di una fotocamera coglie momenti, stati d’animo e pensieri di individui che suscitano in lei interesse e per mezzo degli scatti, la donna immagina e delinea le loro esistenze proprio come Pedrosa mette in scena le vite dei suoi personaggi.

Incrociamo poi Pauline, adolescente inquieta, equipaggiata del fragile bagaglio di sogni tipici dei suoi anni, figlia di Christine e Vincent genitori divorziati che cercano di comunicare dai versanti opposti della distanza che ora separa le loro vite. Ci soffermiamo un poco ad esplorare il rapporto tra padre e figlia fatto di silenzi, lunghe attese e brevi momenti di complicità per poi allontanarci e fare la conoscenza di Antoine e Louis, il primo giovane e impegnato sul territorio contro la costruzione di un aeroporto, il secondo anziano, disilluso, dal passato di attivista politico.

Due esistenze che si confrontano, quella di chi fa progetti perché vede davanti a se un futuro e quella di chi lo ha già vissuto, trovandosi d’un tratto vecchio, segnato dal dolore e col fardello dei rimpianti che pesa più degli errori commessi. Infine incontriamo Damien, il fratello sacerdote di Vincent venuto a fargli visita e lo scambio di opinioni, considerazioni e confidenze tra i due è una sintesi convincente e dolorosamente veritiera sulla condizione umana, perduta nella ricerca di una effimera felicità.

Il lascito

All’inizio di ogni capitolo, come una piccola prefazione troviamo poche tavole in cui vengono narrate le vicende di un ragazzo che si muove in una natura preistorica.

La sua avventura sembra del tutto scollegata dal resto, invece nel corso dell’ultima stagione scopriamo che il suo lascito verrà alla luce durante gli scavi per la costruzione dell’aeroporto e Pedrosa ci sorprenderà ancora ricordandoci che ogni esistenza equivale a una piccola tessera e che occorrono tutti i tasselli per riordinare l’immagine del grande mosaico che inevitabilmente ci riporta a noi stessi e alle tracce lasciate dal nostro passaggio su questo mondo.

Una fucina di sperimentazioni grafiche

gli-equinozi-graphic-novel

Dal punto di vista grafico l’opera alterna pagine che vibrano di un vero e proprio tripudio di colori ad altre dai toni più grigi e spenti a seconda della stagione rappresentata. Niente è lasciato al caso, anche il tratto cambia diventando via via più spesso, corposo e audace man mano che le tinte si intensificano e i contrasti cromatici aumentano. Visivamente le scene sono ben strutturate e sostenute da una linea grafica solida, a eccezione di quelle in b/n che precedono le pagine scritte. Qui troviamo immagini quasi astratte, da interpretare, là dove il disegno si fonde con i pensieri.

Due parole sul titolo

Gli equinozi corrispondono a quel periodo dell’anno in cui giorno e notte si equivalgono, in cui luce e ombra raggiungono un perfetto equilibrio. Così Pedrosa attraverso la propria sensibilità ci mostra come le emozioni contrastanti che ci animano, ossia la gioia e la tristezza, la paura e il coraggio, la rabbia e il perdono possono ad un certo punto bilanciarsi e trovare seppure per poco una loro stabilità dentro e fuori di noi.

Conclusioni

Consiglio la lettura di quest’affascinante opera che si compone di 330 pagine rilegate in un libro di grande pregio pubblicato dalla casa editrice Bao publishing e reperibile nelle librerie e fumetterie.

Voto : 8,5