Dirk Gently – Agenzia di investigazione olistica: Recensione

Sopravvissuta ad una notte unicamente dedicata alla serie tv Dirk Gently – Agenzia di investigazione olistica prodotta della BBC America e pubblicata da Netflix , vi propongo la recensione e il commento di questa trasposizione televisiva, dall’omonimo romanzo di Douglas Adams, creatore della celebre Guida galattica per autostoppisti.

Per gli appassionati del romanzo canonico, la serie al principio potrebbe far storcere il naso, perchè Max Landis, creatore e sceneggiatore della serie, ha deciso di allontanarsi dall’aderenza assoluta al libro per proporre invece un molto inglese Dirk Gently impiantato in America, con una trama che non si rifà a nessuno dei romanzi.

Non per questo però la serie Dirk Gently – Agenzia di investigazione olistica deve essere accantonata a priori, perchè è un prodotto ben pensato e appassionante, in alcuni istanti appare quasi frenetico per la quantità di informazioni fornite in certe puntate.

La serie (composta da 8 puntate) si apre con il fattorino qualunque Todd Brotzman (alias Elijah Wood), il quale si trova suo malgrado a scoprire una scena del crimine presso l’hotel in cui lavora. Una scena decisamente fuori dal normale, con corpi divelti, morsi sul soffitto e strane bruciature all’interno della stanza. Ma questa è solo una delle stranezze che gli capitano e che non riesce a spiegarsi, tanto che continuano fino a sera, quando uno strano ragazzo dal nome Dirk Gently (alias Samuel Barnett) si introduce nel suo appartamento, sostenendo di essere un investigatore olistico, di star lavorando al caso e di volerlo come suo assistente– inutile dire che Todd lo sbatterà fuori dall’appartamento con tutte le sue cose.

La storia si sviluppa rapidamente, con riferimenti all’universo per cui tutte le cose sono collegate tramite causa ed effetto, marchingegni strani e persone ancora più strane che appaiono nelle puntate e scompaiono quasi non avessero alcun ruolo e fossero solo delle comparse che creano coincidenze.

Todd si troverà a collaborare suo malgrado con il molto eccentrico Dirk (che sembra essere sempre nel posto giusto al momento giusto, che gli piaccia o meno), su un caso di cui è sempre più invischiato, come se fosse il destino a trascinarcelo dentro, e così funziona anche per tutti gli altri personaggi, che partecipano alla storia quasi per una fortunata serie di coincidenze (o sfortunate in molti casi). Se è vero infatti che l’amalgama disomogeneo di personaggi quali Dirk, Todd, sua sorella che soffre di una particolare malattia allucinatoria, una feroce assassina, una guardia del corpo, un perito elettrotecnico, la CIA, due agenti della sezione Persone Scomparse, un gruppo di teppisti chiassosi e una cagnolina insolitamente umana compone una trama che si costruisce con lo svolgersi delle puntate, con un intricato svelarsi di indizi e di incontri che sarebbe il caso di definire paranormali, è anche vero che esiste un’ampia componente emozionale, data dal rafforzarsi della relazione tra Dirk e Todd, che non resta nascosta agli occhi dello spettatore.

Nonostante la serie sia spassosa e in molti momenti quasi ridicola per le situazioni surreali in cui si infilano i nostri protagonisti, vi è una grande attenzione rispetto ai concetti di solitudine come di menzogna. Dirk, data la sua superumana sensibilità, si sente tremendamente solo, senza amici che possano comprenderlo o accettarlo e per colmare questo vuoto non si dimostra sempre sincero; allo stesso modo Todd porta avanti delle bugie che sono diventate più grandi di lui, che lo distolgono dal suo essere cambiato rispetto al passato. Tra le insidiose ed eccentriche vicende che costellano il caso, come tra salti temporali e loop irreversibili, l’analisi umana è lampante: decidiamo di accettare l’affetto degli altri rispetto al nostro comportamento, rispetto a come noi ci vediamo e non come ci vedono gli altri. Non solo Dirk e Todd arrivano a questa conclusione, ma altri personaggi come Farah, guardia del corpo e loro amica, Ken e Bart, che instaurano la loro surreale relazione d’amicizia durante un rapimento mentre Bart compie omicidi, e Amanda, che trova nel Trio Chiassoso il suo posto e la “cura” alla sua malattia.

Il finale è un crescendo emotivo, tutto è finalmente spiegato, tutti i pezzi vanno a loro posto e i nodi vengono al pettine. Il caso è risolto, con molta fatica, pugni, scosse elettriche, corse a perdifiato, gattini molto pericolosi, sparatorie, siparietti ridicoli: tutto è tornato alla normalità, anzi, nuove amicizie sono state create, nuovi progetti sono in costruzione, ma con un cliffhanger la storia è sconvolta e lascia lo spettatore destabilizzato e con l’insoddisfazione di vedere che i nostri beniamini non si sono goduti la vittoria a sufficienza.

Vi suggerirei di passare subito alla seconda stagione, ma per Dirk Gently – Agenzia di investigazione olistica è stata rilasciata solo la prima, tuttavia non disperate! Una seconda stagione da 10 episodi è stata confermata, con Samuel BarnettElijah Wood che torneranno nuovamente nei panni di Dirk Gently e del suo assistente Todd, dopo le loro sorprendenti recitazioni.

Quindi se cercate il mistero, il thriller e allo stesso tempo amate personaggi stravaganti che abbiano una chimica fenomenaleDirk Gently – Agenzia di investigazione olistica è la vostra serie. Se amate gli intrighi e gli enigmi, raffazzonati da un dilettante detective olistico e dalla suo spalla nonchè amico, correte su Netflix e recuperatela.

Altri casi geniali voluti dall’universo dovranno essere risolti, tutto è collegato e ora dobbiamo solo attendere. Voto 9.5.

Chiara Toneguzzo

Studia Storia a Ca' Foscari, Venezia. Tra una guerra dei Cent'anni e un'epidemia di peste, si nasconde a guardare film, leggere fumetti e giocare da tavolo. Essenzialmente venera troppi fandom, ma chi sano di mente non lo farebbe?