Recensione della nuova serie “Capitan Harlock, dimension voyage”

La nostra recensione sulla nuova serie di Leiji Matsumoto, “Capitan Harlock,dimension voyage”, proposta dalla RW Edizioni nella divisione Goen.

La RW Edizioni, nella sezione Goen rivolta ai manga, propone la nuova serie dedicata al pirata spaziale più famoso del mondo. La collana s’intitola “Capitan Harlock, dimension voyage” e la prima uscita si compone di 4 episodi riuniti in un unico volume per un totale di 158 pagine.

L’opera è frutto della collaborazione tra Leiji Matsumoto, ideatore e creatore della saga e Kouiti Shimaboshi, realizzatore della serie di debutto.

Il grande Maestro dopo aver guidato il boom degli anime e dei manga giapponesi, oggi sente il bisogno di condurre le nuove generazioni alla scoperta del fantastico mondo partorito dalla sua penna.

Il  Leijiverse

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La trama di questo primo episodio ripercorre le vicende già tracciate nella serie tradizionale ma con un ritmo narrativo diverso, più al passo coi tempi e l’aggiunta di elementi che creano un continuo rimando a fatti e personaggi delle altre saghe da lui create. Particolare caratteristico e ricorrente nelle storie di Matsumoto che sembrano appartenere ad un unico universo condiviso (potremmo trovare un’ analogia nel mondo Marvel)

Stimolanti nella lettura della storia  sono i nessi con il manga/anime  “Queen Emeraldas” e l’altra  altrettanto famosa opera “Galaxy Express 999”. La ciliegina sulla torta però è data dal collegamento assolutamente inaspettato con “La nuova corazzata Yamato” e “La corazzata spazio-temporale Mahoroba” le due grandi navi spaziali entrate nella leggenda assieme ai rispettivi equipaggi. Altri riferimenti e citazioni vengono dai due film d’animazione, quello del 1982 “L’Arcadia della mia giovinezza” e il più recente “The space pirate Captain Harlock”.

La trama

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Harlock è l’archetipo dell’eroe, un personaggio di grande carisma, malinconico e romantico che combatte in piena coscienza e per libera scelta. Egli è ritenuto un fuorilegge dalla Federazione Terrestre che sulla sua testa ha posto una cospicua taglia. Il pirata spaziale, come un Robin Hood del futuro, viaggia a bordo dell’astronave Arcadia razziando i vascelli mercantili che trasportano l’oro ricavato dallo sfruttamento delle classi più deboli e usa il bottino per aiutare i poveri e i bisognosi. Spinto da nobili ideali, simboleggiati dalla bandiera che sventola sul pennone della nave, egli assieme al suo equipaggio lotta per proteggere il proprio pianeta natale, la Terra, dalle insidie che vengono dallo spazio. In questa serie, la minaccia si materializza sotto forma di un Pennant arrivato dal lontano pianeta Mazone. Mentre una sonnolenta e degradata società sembra ignorare completamente il pericolo, Harlock e i suoi compagni iniziano una battaglia contro Raflesia, la regina delle Mazoniane, che vuole trasformare la Terra nella sua seconda patria.

La vicenda del primo volume si concentra sulle vicissitudini di Tadashi Daiba, figlio di uno scienziato che da tempo porta avanti gli studi sul Pennant alieno caduto sulla terra. Alla morte del padre, il ragazzo viene invitato da Harlock a far parte dell’ equipaggio dell’ Arcadia. Un altro personaggio particolarmente interessante è Meeme, l’ultima discendente del popolo dei Nibelunghi, un’evoluta razza aliena ormai scomparsa. Questa creatura che da sempre accompagna Harlock nel suo viaggio è legata a lui da un profondo sentimento di stima e gratitudine.

Considerazioni

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Rispetto alla serie tradizionale il nuovo prodotto risulta molto più avvincente e in grado di  suscitare l’ interesse delle nuove generazioni grazie all’alternarsi di scene d’azione con altre permeate di poesia e romanticismo come le vignette mute dove è rappresentata l’Arcadia che solca lo spazio.

Le storie di Matsumoto manifestano una rielaborazione del cinema western americano, del quale recupera sia le regole etiche di comportamento che il background. Non mancano i refusi e le inesattezze, ma la sua scelta stilistica e narrativa si è rivelata decisamente originale per l’epoca e continua a riscuotere successo.

La grafica

Lo stile di Matsumoto rende inconfondibili e uniche le sue opere. I protagonisti hanno dei tratti ricorrenti: in particolar modo le figure femminili, con corpi affusolati e slanciati che le rendono al tempo stesso bellissime e fragili. Gli altri personaggi sono generalmente tozzi, grotteschi e apparentemente comici, ma dotati di una forte personalità in grado di rivelarsi al momento giusto.

Per quanto riguarda la grafica di questa nuova serie a Kouiti Shimaboshi spetta il merito di aver realizzato un albo che pur mantenendo le caratteristiche impostate da Matsumoto, si distingue per il notevole apporto qualitativo e la definizione curata dei personaggi. Le pagine infatti risultano più appetibili a livello visivo.

Conclusioni

Consiglio quindi la lettura di questo fumetto, non solo agli appassionati o ai fan dell’autore ma anche ai lettori più giovani che vogliono avvicinarsi alle storie del pirata spaziale e degli altri personaggi che compongono il tanto vasto quanto avvincente universo di Leiji Matsumoto.

 

PRO

  • Disegni e grafica più accattivanti
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Ritmo narrativo coinvolgente
  • Buona qualità di stampa

CONTRO

  • La storia ripercorre vicende già conosciute
  • è presente qualche refuso
  • per comprendere e apprezzare in pieno la storia occorre conoscere anche gli altri universi creati dall’autore

Voto

7.5/10