Blizzard e Soft Porn: no Cash no Pleasure

Le regole 34, 35 e 36 di internet non sbagliano mai e si possono riassumere in “se qualcosa esiste, ne esiste o esisterà la versione pornografica”. I giochi Blizzard in particolar modo hanno sempre trovato terreno fertile nell’industria per adulti, spesso in modo illecito.

Caso particolare è quello del magazine Playwatch, partorito dall’artista Manusogi come serie di copertine parodia dell’originale Playboy. Il problema è che, a differenza di molti altri casi simili, il sito associato al magazine, Overpog, ha trovato così tanti consensi da parte dei fan e della community da iniziare ad ampliare la propria raccolta con artwork ed articoli dedicati ad Overwatch, tra i quali le immagini a tema erotico.

In questo caso il colosso americano ha fatto sentire la propria voce, invitando il sito a cessare la propria attività per violazione di copyright, con tutta probabilità per far valere i frutti della sua proprietà intellettuale. Overpog ha infatti creato un’attività strutturale che ha iniziato a far girare denaro sotto forma di finanziamenti Patreon; una modesta quantità di denaro certo, ma pur sempre di denaro si tratta.

I gestori di Overpog hanno di conseguenza congelato il loro operato chiudendo il sito in attesa di un dialogo con Blizzard che porti ad un chiarimento sulla questione.

Noi come molti altri siti di cronaca videoludica non crediamo che l’intervento di Blizzard sia legato tanto ai contenuti che il sito propone (non ci vuole molto a trovar ben di peggio in giro), ma al fatto che esso stia creando profitto con la proprietà intellettuale dell’azienda americana. Insomma, un conto è fare qualcosa per passatempo e divertimento, un altro è arricchirsi con il lavoro degli altri.

E voi che ne pensate?