Animali Fantastici e Dove Trovarli – Recensione

Riabilitato il nome dei Tassorosso (o Tassofrasso, se preferite) con il nuovo eroe Newt Scamander!

Dopo molte peripezie, finalmente sono riuscita a vedere il nuovo film Animali Fantastici e Dove Trovarli, dedicato alla saga magica più famosa al mondo. Nonostante i molti dubbi riguardanti la pellicola, sono stata piacevolmente sorpresa e ve lo dico in questa recensione.

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Innanzitutto il nostro protagonista, come già accennato, è Newt Scamander, tassorosso magizoologo che raggiunge New York con una valigia piena di animali fantastici: inutile dire che non è nè il tempo nè il luogo, visto che vari danni alla città sono provocati da quella che sembra essere una creatura in libertà, la quale mette a repentaglio il segreto dell’esistenza magica. Infatti i No-Mag, per gli stregoni inglesi babbani, sono sempre più vicini a rendersi conto della presenza della magia, in un Paese in cui vigono strette norme di segregazione tra i maghi e i No-Mag; non esistono babbani che conoscano il mondo magico e le relazioni tra i due gruppi sono severamente vietate (Newt commenterà queste leggi come decisamente antiquate, se non primitive).

E non è finita qui, perchè gli stregoni newyorkesi, oltre a dover risolvere questa crisi interna, devono anche preoccuparsi di Gellert Grindelwald (interpretato da un irriconoscibile Johnny Depp), mago oscuro che si fa propugnatore di una rivoluzione interna al Mondo Magico al fine di rivelare l’esistenza dei maghi ai babbani, rompendo quindi  Statuto Internazionale di Segretezza della Magia. La tensione è tanta e la presenza di Newt, per quanto pacifica, non viene colta come tale.

Dovrà infatti scappare dagli Auror che lo ritengono colpevole dei danni causati alla città, con l’aiuto di “Tina” Goldstein, ex-Auror, sua sorella Queenie Goldstein e un No-Mag, Jacob Kowalski, che entra per sua sfortuna (o forse no?) in contatto con gli animali fantastici di Newt. La missione è recuperare tutti gli animali fantastici fuggiti dalla valigia al fine di dimostrare che, qualsiasi cosa stia spargendo il panico in città, non appartiene a Newt.

La trama è questa, anche se non mi spingerò oltre al fine che, chi non sia ancora andato a vederlo, possa comunque goderselo al meglio.

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Parliamo però delle differenze rispetto alla saga di Harry Potter:

  • prima di tutto le scenografie: gli ambienti inglesi che tanto siamo stati abituati ad amare scompaiono per essere sostituiti da una New York del 1926 in rapida espansione.
  • i personaggi: per quanto possa sembrare banale, il fatto che il Trio d’Oro non sia più il protagonista è fonte della molta freschezza della pellicola. Personaggi nuovi che propongono nuove storie e nuovi passati personali.
  • gli animali fantastici: sono uno dei fulcri portanti del film, tutto il personaggio di Newt gira attorno a loro, li cura, li protegge, li studia e sembrano essere le uniche creature con cui riesca e voglia rapportarsi, fino ad incontrare degli outsiders come lui, citando le parole dello stesso Eddie Redmayne nei panni del protagonista.
  • i No-Mag: anche questo potrà apparire scontato, ma in nessun momento della saga precedente è stato dato così tanto spazio ad un personaggio babbano che non fosse negativo. Jacob Kowalski è capace di piacere subito allo spettatore perchè improvvisamente si trova a parte di un segreto immenso, che è quello del Mondo Magico, ed è sconvolto dalla sua bellezza. La sua curiosità si percepisce dai suoi occhi sgranati e personalmente penso che sia proprio questa la sua forza, perchè tutti noi speriamo ancora di ricevere la lettera o di almeno conoscere le bellezze del Mondo Magico.
Ma lasciamo perdere questi discorsi sdolcinati e continuiamo.

Certo è che gli animali fantastici di Newt sono straordinari, mai come in questo film è stato dato loro tanto spazio. Sono così diversi, colorati, ognuno con le proprie peculiarità e caratteristiche e sono davvero uno spettacolo per gli occhi. Forse davvero Animali Fantastici e Dove Trovarli è un inno alla diversità, per quanto possa apparire una considerazione esagerata. Ma andando oltre al discorso sugli animali fantastici, che sono ritenuti solo animali da vendere di contrabbando e niente più, o gli elfi che non sono più che servitori dei maghi, altro accenno forte è la forte separazione che vige tra il mondo dei maghi e quello dei babbani. E’ la paura, l’insicurezze di quel tempo che trasudano dalla pellicola. Però Newt ci sorprende e sottolinea che non bisogna temere ciò che non si conosce e Jacob lo dimostra, accettando tutto ciò che può cogliere del Mondo Magico.

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Le diverse citazioni poi alla saga originaria fanno apparire il film ancora più magico: si vada da Newt che accarezza con rispetto un Tuono Alato, incrocio tra un’aquila gigantesca e un ippogrifo (momento che ricorda Harry alle prese con l’ippogrifo Fierobecco), Credence, interpretato da Ezra Miller, recante in mano un pendaglio con la forma dei Doni della Morte, l’Obscurus, creatura oscura di cui non vi ho parlato per non fare eccessivi spoiler, che spingendosi verso l’alto si concretizza in un volto umano urlante, scena che ricorda molto l’urlo di Voldemort in Harry Potter e la Pietra Filosofale quando entra in contatto con la pietra (che a sua volta fa riferimento al film La mummia e il volto umano che prende forma dalla sabbia).

In conclusione questo film merita di essere visto, anche solo per ascoltare nuovamente la colonna sonora che tanto ci ha fatto emozionati in passato, senza dimenticare che ci sono nuove storie da raccontare, nuovi animali da trovare e nuovi cattivi da sconfiggere. Sperando che i successivi quattro film dalla penna di J.K. Rowling si dimostrino all’altezza di questo, attendiamo con pazienza di tornare nel Mondo Magico.

Voto 9.

Jacob Kowalski: Non credo sia un sogno.

Newt Scamander: Come fai a dirlo?

Jacob Kowalski: Non ho la capacità di immaginarmelo.

Chiara Toneguzzo

Studia Storia a Ca' Foscari, Venezia. Tra una guerra dei Cent'anni e un'epidemia di peste, si nasconde a guardare film, leggere fumetti e giocare da tavolo. Essenzialmente venera troppi fandom, ma chi sano di mente non lo farebbe?