And then there were none – Recensione

 Agatha Christie: un nome, una certezza.

Oltre al famoso ordine, metodo e “celluline grigie” di Poirot, uno dei più grandi romanzi gialli dell’autrice è senza dubbio Dieci piccoli indiani titolato anche …E poi non rimase nessuno, traduzione letterale dall’inglese And then there were none.

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Perchè parliamo ancora di questo classico giallo? Perchè la BBC One nel 2015  ne ha realizzato un adattamento in una miniserie di tre puntate, giunta recentemente nelle nostre tv in doppia serata. E siamo appositamente qui per recensirvela.

Dieci poveri negretti
se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.

Offrendo un rapido sunto per chi non avesse mai letto il libro, la vicenda si svolge a Soldier Island (nel libro Nigger Island) dove dieci persone che non si conoscono tra loro vengono qui invitate, secondo diversi pretesti, dagli evanescenti padroni dell’isola e della casa sopra arroccata. Si riuniscono in una piacevole cena senonchè, verso la fine della serata, una voce echeggiante nella sala li incolpa uno per uno di aver commesso un omicidio. E da questo momento in poi le cose si fanno molto difficili per i nostri dieci piccoli negretti, i quali trovano in ogni stanza della casa una strana filastrocca, che racconta la morte di ciascuno in maniere differenti.

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E questo è anche l’incipit della miniserie, sebbene alcuni elementi divergano dal libro o siano stati aggiunti: tuttavia la serie tv è un piccolo gioiello, un’attenta cura dei costumi e delle scenografie ci riportano nel 1939, il contrasto tra la cena festosa, il paesaggio calmo del mare e la mattanza che seguirà rendono le puntate incessanti. Non si conosce l’assassino, possono essere tutti, può essere nessuno; o si sta tutti assieme o singolarmente ad attendere di essere i prossimi a morire.

Gli attori sono straordinariamente capaci di rendere la sensazione dell’essere braccati, del non potersi difendere: uno a uno i negretti spariscono e non sanno chi sia stato, anche se immaginano che sia una punizione. Ma perchè loro? Nessuno tra gli invitati si conosceva precedentemente eppure sono tutti lì. Sono stati scelti? Per quale ragione?

 

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La tensione cresce minuto per minuto e lo spettatore non può fare a meno che stare lì e chiedersi chi sarà il prossimo e come. Sembra quasi di prendere parte all’azione: si è cacciati, ma si cerca anche di trovare l’assassino. La sopravvivenza viene prima di tutto. Sono 50 minuti per ciascuna puntata in cui non ci si può staccare dallo schermo, non un attimo di respiro.

La miniserie perciò è assolutamente consigliata, qualche dettaglio diverso dal libro potrebbe fare arricciare il naso ai fanatici dell’accuratezza letterale, tuttavia non è qualcosa di invalicabile. L’oggettiva riuscita della serie è imprescindibile.

E’ il caso di recuperarla e di godervi quello che a parer mio è un 9 meritato.

Chiara Toneguzzo

Studia Storia a Ca' Foscari, Venezia. Tra una guerra dei Cent'anni e un'epidemia di peste, si nasconde a guardare film, leggere fumetti e giocare da tavolo. Essenzialmente venera troppi fandom, ma chi sano di mente non lo farebbe?