Addio, Stregone 1

La nostra recensione sul primo volume di Addio, Stregone

Prima classificata al Kono manga ga sugoi 2014, l’opera “Addio, Stregone” è realizzata da Hozumi (già autore di The Wedding Eve – Il giorno prima delle nozze) e vede protagonisti i fratelli Van Gogh, il pittore Vincent e il mercante Theo. Quest’ultimo, in particolare, ha un obiettivo: scardinare un’idea reazionaria dell’arte contando sull’aiuto degli artisti che animano le strade, le piazze, i caffè della brulicante Parigi di fine Ottocento.

Finalmente ho avuto modo di leggere un manga che condensasse in sé le due passioni più grandi della mia vita: la storia dell’arte e il fumetto. Il tema trattato riguarda infatti il formarsi di quelle correnti idealiste e innovative che hanno portato alla nascita di un’arte “nuova” lontana da quella promossa nelle esposizioni periodiche di pittura e scultura organizzate dall’Accademia reale di Parigi (Salon). Le opere presentate in tali occasioni ufficiali erano approvate da una giuria che selezionava esclusivamente quelle più conformi ai gusti accademici. Molti artisti di quel periodo videro quindi rifiutate le loro opere poiché distanti dai rigidi canoni classici. Il malcontento iniziò quindi a serpeggiare strisciando nelle strade e i locali frequentati da giovani pittori dal temperamento bohème. Nato come un flebile sussurro è poi esploso in un grido che scosse l’intero sistema culturale parigino aprendo la strada ad una nuova stagione dell’arte con la nascita del Salon Des Refusès.

Nel volume “Addio, Stregone” vediamo proprio la nascita di questi nuovi fermenti artistici e culturali di cui si fa promotore e sostenitore Theodorus Van Gogh, geniale mercante d’arte delle gallerie Goupil, considerate una delle roccaforti del classicismo. Egli vuole scardinare un sistema tradizionalista e conservatore diffondendo un’arte tanto lontana dagli altezzosi ambienti aristocratici quanto vicina al sentire e alla quotidianità del popolo. Ad ostacolare il suo ambizioso piano sono i membri dell’ Accademia reale, i quali useranno ogni mezzo per stroncare sul nascere queste nuove e insidiose correnti innovatrici.

Altro protagonista della storia è il fratello maggiore di Theo, Vincent Van Gogh. L’autore si è accostato con cautela e rispetto alla figura di questo noto artista mostrandoci momenti della sua infanzia, trascorsa assieme al fratello minore, e il suo arrivo in giovane età nella fervente Parigi. Qui entrerà in contatto con la nascente corrente impressionista e svilupperà i temi cardine attorno ai quali ruoterà tutta la sua arte quali: le persone comuni, le nature morte e i ritratti.

addio,stregone 1

Devo dire infine di aver trovato questo fumetto gradevole anche nella resa grafica: i disegni infatti risultano chiari, leggibili e lo stile scelto dall’autore valorizza al meglio le scene narrate. Inoltre i dialoghi sono interessanti, ben strutturati e riescono a far emergere chiaramente la psicologia dei personaggi dando spessore ai loro pensieri e vissuti.

addio, stregone 1

Concludo quindi consigliando la lettura di questo fumetto che offre la possibilità al lettore di immergersi nella storia e seguire le vicende che portarono alla nascita di un nuovo modo di fare arte e di concepirla.

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Giulia Aversente

Appassionata di arte, amante di fumetti, affamata di libri e divoratrice di film...