I 5 migliori titoli di Bioware

L’ultima dichiarazione che arriva dalla Electronic Arts ha movimentato i cuori e le menti degli appassionati videoludici. La Bioware è prossima ad annunciare una nuova IP, fatto a dir poco clamoroso se si pensa che l’ultima nuova in tal senso risale all’uscita di Dragon Age: Origins nel 2009, soprattutto con l’ultimo capitolo di Mass Effect, che deve ancora mostrarsi in un gameplay quando mancano all’incirca sei mesi al suo debutto sul mercato.
Ma la genesi della società canadese risale alla fine degli anni 90 ed è stata fautrice di alcuni dei più bei pezzi di storia videoludica che ancora oggi non perdono il loro fascino.

Abbiamo provato, a gusto personale ma in modo più oggettivo possibile, a stilare una classifica dei 5 migliori titoli che sono usciti dal 1995 a oggi.

V) Neverwinter Nights:

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Il sodalizio tra la Bioware e l’ambientazione più famosa di D&D, i Forgotten Realms, è stata la pietra angolare sui cui è nato e si è consolidato il successo dell’azienda. Il popolarissimo GDR da tavolo era la tela perfetta dove provare a dipingere una trama ricca di storia e accessibile in termini di gioco, e nasce proprio nella Costa della Spada, famosa per i romanzi dello scrittore R.A. Salvatore, la trama di Neverwinter Nights.

Calandoci nei panni1024full-neverwinter-nights-screenshot di un intrepido avventuriero, costruito attraverso le caratteristiche e abilità che ne compongono l’ossatura , uguale alla scheda del personaggio di D&D, ci caliamo in una ridente città nordica, appunto Neverwinter, che attraversa un cupo momento piagata da un morbo noto come Morte Lamentosa, a noi scoprire la cura e da questa chi o cosa si annida sotto un complotto di respiro molto più ampio.
Non mancano ovviamente una moltitudine di quest secondarie così come la possibilità di scegliere un compagno, tra i diversi che incontreremo, che ci aiuterà nella nostra impresa, così come oggetti magici, incantesimi e armi man mano sempre più potenti.
Ma rivoluzionario per l’epoca fu anche il nuovo motore grafico: L’Aurora Engine, che usciva dalla concezione isometrica portando una tridimensionalità dall’alto che segnava un netto progresso rispetto al passato, permettendo alla laboriosa community attraverso il Toolkit di creare la propria avventura sfruttando le meccaniche del gioco, una mossa che si rivelerà vincente anche nel lungo periodo. Oltre alle due espansioni principali (Espansioni non DLC, vere e proprie trame nuove con ore ed aree di gioco aggiuntive, oltre a compagni, livelli e tutto il restante) arriveranno sei moduli aggiuntivi che daranno ulteriore corpo ad un titolo che ha segnato la storia del GDR

IV) Mass Effect:

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Nel 2007, due anni dopo il particolare GDR d’azione orientale Jade Empire, voluto da Microsoft, viene pubblicato un nuovo titolo in esclusiva per la compagnia di Bill Gates, una saga galattica che avrebbe rivoluzionato completamente il genere. Prendendo gli elementi cardine della fantascienza, come viaggi spaziali, armi futuristiche e specie aliene, il team canadese stravolge ilme1_citadel1 prossimo futuro, ipotizzando che, dopo essere riuscita a giungere su Marte, la razza umana ritrova una manufatto alieno capace di far balzare avanti la tecnologia conosciuta in modo esponenziale, tanto da permetterle in poco meno di un secolo di esplorare tutta la Via Lattea e con essa a la moltitudine di razze e leggi che la popolano.
Noi saremo chiamati ad interpretare il Capitano Shepard, comandante di una nave all’avanguardia e primo candidato umano a diventare uno Spettro, un’unità intergalattica d’elite per la sicurezza, ma qualcosa non andrà secondo i piani e saremo costretti ad assumere la guida di un variegato equipaggio e scoprire i misteri celati nel profondo universo.
Mass Effect è stata una gemma senza eguali al tempo della sua uscita, grazie alla straordinaria profondità narrativa che gli sviluppatori hanno inserito in ogni personaggio, pianeta o asteroide che vi capiterà d’incrociare durante il vostro pellegrinaggio galattico. A partire dalle scelte di background che caratterizzeranno profondamente il vostro alter ego, passando per i rapporti e le storie dei vostri compagni o le guerre e gli eventi che hanno segnato una galassia che ora si trova in un momento cruciale della sua esistenza, Mass Effect ha segnato un nuovo, maestoso, picco alto per la Bioware che ancora oggi sopravvive.

III) Dragon Age: Origins:

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Dragon Age: Origins rappresenta un punto fondamentale nella storia della Bioware. Quando il titolo uscì nel 2009 lo studio era stato acquistato dalla EA, operazione che si rivelerà assai controversa nei vari sequel che saranno sviluppati in futuro, gettando un’ombra di sfiducia nei confronti di un gruppo che era considerato un’eccellenza, e non aiuteranno le defezioni dei due 1069089-920668_20091102_001fondatori e del Game Director Casey Hudson. Ma il prodotto era già in cantiere dal 2004 e quindi manteneva ed esprimeva tutto ciò che caratterizzava i prodotti della team canadese e di nuovo come per Mass Effect il setting è inedito, un mondo fantasy medievale dalle fosche tinte gotiche, che si prepara al risveglio di un antico e terribile male che minaccia la completa distruzione.
Le Origini del titolo sono 6 prologhi diversi, scelti da una combinazione di classe e razza, che modelleranno la storia del personaggio e l’interazione con il mondo di gioco, mentre ci troveremo di nuovo di fronte ad uno smodato numero di sfaccettature che compongono i personaggi che ci accompagneranno e il mondo con cui andremo a interagire.
Sia gli amanti di Nevewinter che i più datati sostenitori di Baldur’s Gate lo incoronarono come il seguito spirituale dei GDR a tema D&D, in quanto le meccaniche, snellite dal massiccio sistema di regole del gioco da tavolo, risultavano simili ed affini a quelle dei titoli della decade passata: pause tattiche, sinergie, classi di prestigio e talenti erano state rinnovate ma non svuotate del loro patrimonio originario, regalando il picco massimo di popolarità che lo studio potesse ricevere. Bioware era all’apice.
Si ferma anche qui l’ultima espansione prodotta dalla casa: “Awakening”, questo il nome, si svolge dopo gli eventi del titolo originale e ne aggiunge nuove aree e compagni, come da tradizione, rendendolo ancor più godibile un titolo stratosferico.

II) Star Wars: Knights of the Old Repubblic:

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“Tanto tempo fa… in una galassia lontana lontana”
con queste frasi la saga più famosa del cinema si è insinuata in ogni angolo della cultura popolare: libri, fumetti, vestiti, action figure e ovviamente videogiochi. Già nel lontano 1982 venne sviluppato il primo titolo dedicato alla saga di George Lucas e, dopo di esso, a decine hanno affollato gli scaffali dei negozi in tutto il mondo, ma nel 2003 la Bioware decise di produrre la sua versione dell’universo espanso, creando un gioiello che ha incollato allo schermo milioni di giocatori.

starwars-kotor-030-670Molto prima degli avvenimenti narrati nei film, nella cosiddetta vecchia repubblica, il conflitto fra Sith e Jedi è il medesimo con tutti conosciamo, il nostro personaggio inizialmente viene creato attraverso un menù che riprende le regole del GDR di Star Wars, a sua volta creato sul sistema di D&D, e ci permette di scegliere 3 classi base con la quale catapultarci in un combattimento tra navi stellari del quale non sappiamo nulla.
Svegliandoci privo di ricordi e confuso su quale sia la realtà della galassia attraverseremo mondi iconici come Dantooine, Kashyyyk o Tatooine a bordo della Ebon Hawk (Millenium Falcon?) cercando la Forza dentro di noi fino a risvegliare il nostro lato Jedi… o Sith? Il dualismo morale infatti riveste un ruolo fondamentale nella trama, cambiando completamente, oltre al finale, i compagni che avremo e le situazioni che ci troveremo ad affrontare. Il destino della galassia nelle proprie mani, il sogno di tutti i fan di Star Wars era realtà.

I) Baldur’s Gate 2 (e 1)

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La medaglia d’oro va ad un titolo senza età, mi sbilancio a scegliere il sequel della saga solo per una questione di completamento, in quanto lo stesso Muzyka, fondatore dello studio, sostenne all’epoca che il primo Baldur’s Gate non conteneva tutti ciò che era stato progettato, e quando ci fu l’occasione di sviluppare un seguito fu completato di tutto ciò che mancava precedentemente, ma andiamo per ordine.

aLJNCX9Ho già citato la cooperazione fra la TSR, all’epoca detentrice dei diritti di Dungeons&Dragons, e la Bioware, ma Baldur’s Gate fu il primo prodotto che lo studio canadese proponeva come GDR, lo scetticismo non era poco, Diablo e Fallout erano considerati pilastri inamovibili ma quando nel 1998 il titolo approdò nei negozi fu un successo assoluto. La profondità della trama: quella di un orfano cresciuto nell’isolamento di una scuola di magia, brutalmente scaraventato nel pericoloso mondo del Faerun dopo che il suo mentore, gli rivela che alcuni sicari sono sulle sue tracce, aggiunta alla varietà delle locazioni, la magnifica riproduzione dell’ambientazione e, soprattutto, l’estrema caratterizzazione dei personaggi che incontrerete durante l’avventura: Minsc, il Barbaro del Rashmen alla ricerca di una strega da proteggere; Edwin, dispotico Mago Rosso alla disperata ricerca di potere personale; Xzar e Montaron, due agenti al servizio di una società oscura che mal si sopportano e sono pronti ad avventarsi sulla carcassa dell’altro, e molti altri, ognuno con la sua storia e attitudine che si svilupperà nei confronti del giocatore e di coloro che lo seguono (portarvi un paladino in un gruppo di tagliagole non donerà molta stabilità al vostro party)

Così mentre navigherete attraverso complotti, interferenze divine, duelli mortali e nemici letali, alla ricerca della verità, vi ritroverete immersi in un mondo immenso e pieno di sfaccettature dal quale non vorrete più uscire.

LordStriker

Uomo di mondo nato alla fine degli anni 80, annovera tra i suoi interessi viaggiare, storia rinascimentale, cinema e boardgame, ma la vera passione è quella per i videogiochi. Iniziata sulle polverose tastiere di un Amiga A500 prosegue indisturbata da allora, bruciando neuroni in quantità industriale e regalando miriadi sogni ad occhi aperti